Nuove speranze nella lotta contro l'AIDS

Lo “zucchero” fa bene e questo si sapeva. Ma che addirittura potesse essere una base microbicida dell’AIDS nessuno, o quasi, lo sospettava.
A questa conclusione sono arrivati due ricercatori italiani del San Raffaele di Milano: Elisa Vincenti e Guido Poli.
Kos e Knos, così si chiamano i due zuccheri la cui struttura è simile a quella dello zucchero K5, oltre ad avere carica negativa e riuscendo, quindi, ad attrarre quella positiva dell’involucro del virus, presentano almeno altri due considerevoli vantaggi: scarsa propensione ad indurre anticorpi in grado di neutralizzarne l’effetto grazie alla loro natura zuccherina e incapacità di provocare infiammazioni.
Ora l’obiettivo al quale i ricercatori si ripropongono di arrivare è quello di sperimentare sull’uomo le molecole come microbicidi.

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