La nostra canzone preferita fa bene al cervello

Secondo il professor Flaminio Cattabeni, farmacologo del Centro di eccellenza delle malattie neurodegenerative (Cend) dell’universita’ degli Studi di Milano, intervenuto al primo appuntamento del ‘caffe’ scientifico’ milanese “PazzescaMente”, ascoltare la nostra canzone preferita fa bene al cervello: “Si impara in fretta e si riascolta all’infinito perché va dritta al cervello, ‘accendendo’ le aree del piacere. Si sa infatti che un brano musicale capace di darci dei brividi attiva gli stessi circuiti sollecitati da tutti i comportamenti che provocano piacere. Per questo tendiamo a riascoltarlo piu’ volte, mentre un motivo che non ci piace attiva zone cerebrali diverse e quindi non avremo la necessita’ di sentirlo di nuovo”. Non solo, sembra infatti che le note musicali attivino circuiti neuronali specifici che ci permettono di ricordare o meno un brano: “E’ noto – continua Cattabeni – che alcuni individui del tutto normali non riescono a riconoscere o ricordare un brano musicale gia’ ascoltato piu’ volte: un’incapacita’ legata a circuiti neuronali separati dalle funzioni uditive. La memoria musicale, insomma, e’ strettamente connessa a quella emotiva. E certe canzoni si ‘stampano’ in modo indelebile nel nostro cervello perche’ ci riportano a un’esperienza affettiva indimenticabile”.

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