Falsi allarmi: dopo lo shampoo tocca agli assorbenti

Capita spesso di ricevere e-mail allarmistiche che tentano in qualche modo di usare i siti internet come cassa di risonanza di leggende metropolitane, e la posta elettronica come veicolo virale della disinformazione. Ad essere presi di mira sono prodotti di largo consumo per l’igiene o la cura della persona.
Questa volta è toccato agli assorbenti interni.
Una e-mail mette in guardia dal pericolo rappresentato dalla presenza di amianto e altre sostanze tossiche e cancerogene negli assorbenti interni femminili, ma si tratta della classica bufala.
I messaggi terminano suggerendo come alternativa, per evitare rischi, l’acquisto prodotti non sbiancati e interamente di cotone.
Sia le associazione dei consumatori che i produttori di assorbenti sono intervenute sulla vicenda, smentendo il messaggio diffamatorio.
Il caso più famoso è però rimane quello relativo agli shampoo.
Protagonista della non-notizia di turno furono gli shampoo ma anche una serie di prodotti da bagno, dentifrici compresi, messi sotto accusa per essere cancerogeni. L’accusa fu lanciata appunto da una e-mail che ha appunto intasato la posta elettronica di moltissime persone. In quel caso la disinformazione si abbatté su una sostanza tensioattiva utilizzata per produrre la schiuma durante il lavaggio, chiamata laurilsolfato di sodio (in sigla, Sls).
La pronta smentita arrivò da parte dei dermatologi, mentre molti si dissero convinti che si trattasse di una “bufala, dettata forse da interessi commerciali di aziende che producevano shampoo o simili privi di quella sostanza e in tutto il mondo la vicenda fu classificata come leggenda metropolitana .

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