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Alzheimer: ricomposto il mosaico delle cause del malattia

E’ stata trovata la tessera mancante del ‘mosaico’ di eventi che scatenano l’Alzheimer, la forma piu’ comune di demenza senile. Infatti Anton Schmitz e Volker Herzog dell’Universita’ di Bonn hanno scoperto come e perche’ la proteina beta-amiloide, ormai da tempo considerata colpevole della malattia, si accumula nei neuroni e hanno seguito i suoi passi dalla sua sintesi all’accumulo fatale.
In pratica, spiegano sulla rivista specializzata Traffic, succede che un’altra molecola, la proteina di fase acuta (APP), deraglia dal binario prestabilito che la guida dalla fabbrica in cui e’ prodotta al porto per l’esportazione fuori la cellula, producendo per interazione con altre sostanze la proteina beta-amiloide. A completare l’opera distruttiva, una falla del sistema di smaltimento cellulare dei rifiuti tossici impedisce l’eliminazione della beta-amiloide che cosi’ si accumula. Il morbo di Alzheimer e’ una forma neurodegenerativa dovuta ad eccessiva morte dei neuroni della corteccia cerebrale. I suoi sintomi sono deficit della memoria e cognitivi che vanno progressivamente peggiorando. APP e’ un composto prodotto da tutte le cellule, non solo dai neuroni. Nella sua composizione naturale contiene pezzetti proteici identici ai filamenti di proteina beta-amiloide riconosciuti nell’Alzheimer. Normalmente APP viene prodotta in compartimenti separati della cellula e poi viaggia dentro bolle verso la superficie cellulare. Le bolle ‘scoppiano’ e riversano APP fuori dalla cellula. Ma talvolta questo percorso non e’ rispettato, come se le bolle scoppiassero prima di arrivare a destinazione rilasciando APP che rimane nella cellula trasformata in proteina beta-amiloide. La cellula fortunatamente ha ancora piu’ di un meccanismo di recupero, due sistemi distinti di smaltimento dei rifiuti, in questo caso il rifiuto e’ la beta-amiloide. Di norma infatti le cellule la eliminano all’istante ma quando i macchinari di incenerimento non funzionano a dovere essa si accumula e provoca la morte dei neuroni. Gli scienziati tedeschi hanno dimostrato per la prima volta in laboratorio che quando uno di questi sistemi non funziona la proteina beta-amiloide si accumula. A riprova del ruolo cruciale di questi sistemi di depurazione nella malattia, gli scienziati hanno visto anche che in molti pazienti i macchinari ‘trita-rifiuti’ non funzionano bene o lo fanno solo piu’ lentamente. Secondo i ricercatori queste evidenze riempiono un gap che da tempo rimaneva nella comprensione delle basi biologiche della malattia.

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