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Antistaminici gratis: una buona notizia per gli allergici

In merito all’annuncio da parte del Ministro della Salute della rimborsabilità degli antistaminici, Stefano A. Inglese, segretario nazionale del Tribunale per i diritti del malato, ha dichiarato: “Siamo lieti della decisione, già annunciata qualche mese fa, di tornare alla rimborsabilità degli antistaminici. Si pone rimedio, in questo modo, a un problema serio creatosi con l’approvazione del nuovo prontuario farmaceutico. Il 20% di tutte le segnalazioni relative a difficoltà di accesso ai farmaci, pervenute nel corso dell’ultimo anno al Tribunale per i diritti del malato, riguardano il costo sopportato dai cittadini per acquistare antistaminici. Lo consideriamo un primo passo, importante, che accoglie, anche se solo in parte, le nostre richieste frutto del contatto quotidiano con migliaia di cittadini. Certo – prosegue Inglese – molta strada resta da fare. Ci auguriamo che l’annuncio riguardante la rimborsabilità degli antistaminici apra la strada a una operazione dai contorni più estesi, che corrisponderebbe di più e meglio alle aspettative dei cittadini. Pensiamo, in particolare, alla rimborsabilità per i farmaci per la prevenzione delle fratture per chi soffre di osteoporosi, per l’Alzheimer e il Parkinson, per alcuni corticosteroidi, per la terapia del dolore, per alcuni farmaci compresi nella classe C del prontuario dei quali talune categorie di malati cronici fanno un uso assai intenso con costi annui elevati. Quanto alla riduzione della spesa farmaceutica, i successi registrati attraverso il ricorso alla prescrizione dei generici dovrebbero rappresentare un incentivo ad accelerare su questa strada, le cui potenzialità appaiono ancora tutte da sfruttare. Il ricorso a linee guida condivise e validate è ancora inadeguato e fonte di non poche disomogeneità per i cittadini, mentre si continua a preferire la scorciatoia dei ticket e degli incentivi ai medici di famiglia in cambio di minori prescrizioni, come accaduto in alcune aziende sanitarie della Regione Umbria. La comunità scientifica e professionale – conclude Inglese – si assuma, su questi temi, una volta per tutte, le proprie responsabilità ed eviti di scaricare oneri sui cittadini”.

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