Lotta alla fame: un successo esemplare

A un’ora di volo da Hanoi in direzione sud, in Indocina, vivono 29 mila contadini di due minoranze etniche e linguistiche diverse, i Pako e i Van Kieu. Il clima e la vegetazione del luogo sono tropicali, la pioggia incessante. In una delle case di legno allineate lungo la strada asfaltata, col porticato davanti, il tetto di paglia, niente acqua corrente né elettricità, è in corso un esempio del programma di Save the children. Una ventina di giovani madri, con i bambini in braccio, sono sedute per terra sul pavimento di legni intrecciati. Al centro, su un grande vassoio, piatti e scodelle con i «nuovi» ingredienti del pasto che, con gli anni, si sono scoperti utili allo sviluppo dei bambini: gamberetti e granchi, ma anche lumache, pesci di fiume e torrente, verdura e frutta selvatiche o coltivate in piccoli orti dietro le case. Oltre al riso.
Alle pareti, disegnati o scritti a mano, grandi manifesti rappresentano qualcosa di molto simile alla piramide degli alimenti. Una volontaria spiega perché e come usare quei cibi, segue poi la lezione pratica: tutti gli ingredienti vengono mescolati, passati al mortaio e cotti sul fuoco vivo. Prima del pasto, in grandi secchi, si lavano mani e piedi ai bambini (l’igiene è fondamentale per la salute). Dopo, l’interrogazione: una per volta, le donne presenti si alzano, ripetono, indicandolo anche sui tabelloni alle pareti, quello che hanno imparato, vengono applaudite dalle altre. Ripeteranno la lezione il giorno dopo e il giorno dopo ancora, e poi, a settimane alterne, per mesi, e le madri, man mano che vedranno crescere il peso, l’energia e la vivacità dei loro figli, si convinceranno che il sistema funziona e lo applicheranno da sole, anche ai figli che avranno dopo. In un solo anno di attuazione del programma, la percentuale di bimbi malnutriti nel distretto di DaKrong è scesa dal 65 al 42 per cento. La catena della malnutrizione infantile e dei problemi a essa collegati è stata spezzata.
A questo punto il passo da compiere è chiaro: si tratta di insegnare a pescare granchi e gamberetti. Con l’aiuto delle altre donne, le mamme imparano a cucinarli e, soprattutto, capiscono che quei piccoli crostacei contengono sostanze di cui i loro figli hanno bisogno per crescere sani. In un anno vengono nutriti in questo modo più di mille bambini: oltre il 90 per cento recupera peso fino a rientrare nella media considerata normale.
Così quello che era un programma sperimentale ha messo radici profonde: una generazione ancora e tutto diventerà tradizione.

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