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Diminuiscono gli amanti della sigaretta

Diminuiscono i fumatori e aumenta il rispetto verso chi non fuma: ecco come cambia l’abitudine al fumo in Italia, secondo l’indagine Doxa commissionata dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Istituto Mario Negri e con la LILT. Gli italiani che fumano sono sempre meno: il 26,2% della popolazione adulta contro il 27,6% del 2003 e il 35,4% del 1957. Si tratta della percentuale più bassa registrata negli ultimi 47 anni e accompagnata, per la prima volta negli ultimi 20 anni, da una diminuzione delle vendite di sigarette, in calo dell’1,3% nel 2003 rispetto al 2002.
L’indagine, condotta nel periodo marzo-aprile 2004, è stata presentata il 18 maggio nel corso della conferenza stampa che si svolge presso la Sede dell Unione del Commercio, del Turismo e dei Servizi della Provincia di Milano.«Questi risultati rappresentano senz’altro il frutto dell’impegno del Ministero della Salute e di tutte le istituzioni pubbliche e private coinvolte nella lotta al tabagismo» afferma Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’ISS, intervenuto alla conferenza.
«L’Istituto Superiore di Sanità, tramite il Telefono Verde contro il Fumo (800 55 4088), e gli oltre 330 Centri sparsi sull’intero territorio nazionale – prosegue Zuccaro – sono costantemente al servizio di tutti coloro che vogliono tentare di liberarsi dal vizio della sigaretta, ma anche di chiunque sia interessato alle problematiche generate dal tabacco, fumatori passivi, famigliari di fumatori, operatori socio-sanitari».
Rispetto a quanto emerge dall’indagine Doxa, la riduzione di fumatori ha riguardato maggiormente gli uomini, passati dal 33,2% del 2003 al 30% dell’anno corrente, mentre l’abitudine al fumo risulta, tra le donne, stabile.
Aumentano, contemporaneamente, gli ex-fumatori, passati dal 16,6% del 2003 al 17,9% del 2004, con un aumento più deciso fra gli uomini (dal 22,5 a 24,8%).
Risulta, inoltre, un dato che smentisce uno dei più comuni pregiudizi della società moderna, secondo cui i fumatori sarebbero persone “incivili”, prive di qualunque senso di rispetto nei confronti di chi non fuma. L’indagine, al contrario, ha rivelato che l’85% dei fumatori è favorevole al fatto che il divieto di fumare sul posto di lavoro venga esteso a tutte le aziende e che l’87% dei fumatori è favorevole alla creazione di spazi per fumatori nei locali pubblici. Non solo: il 54,5% di chi fuma ritiene che il fumo alteri il gusto e ben il 45% è consapevole della possibilità di apprezzare maggiormente i cibi dopo solo 2-3 giorni dalla cessazione di tabacco.
Nella parte dell’indagine dedicata ad identificare il ruolo del medico di base, è emerso, infine, che almeno il 18,3% dei medici di base fuma e che al 23% dei fumatori è capitato nel corso degli ultimi 12 mesi che il proprio medico suggerisse spontaneamente di smettere di fumare.

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