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Nasce il bosco del respiro, un'area priva di pollini

Chi soffre di allergie da pollini, non potrà che tirare…. un sospiro di sollievo. Ma anche gli asmatici, gli affetti da bronchite cronica ed enfisemi polmonari, i soggetti in ossigeno terapia. Il Comune di Treviso, infatti, ha messo a disposizione un territorio di più di 24.000 metri quadri dove far nascere il cosiddetto “Bosco del Respiro”. Il progetto reca la firma del direttore forestale Renzo Trevisin e costerà circa 100.000 euro. Si tratta di un’area protetta, priva cioè di piante allergogene, come le graminacee, ma anche le betulle e i cipressi, ossia di quelle piante in grado di innescare complessi fenomeni di sensibilizzazione, alquanto dannosi per chi soffre, appunto, di patologie respiratorie.
La prima delle 200 piante adulte che, assieme alle 2000 piantine forestali, daranno vita al parco, è già stata piantata. In un anno il progetto sarà ultimato e nel giro di 15 anni si avrà il parco nella sua forma definitiva. Il bosco prevede un’area da adibire alla riabilitazione delle persone affette da insufficienza respiratoria, ma sarà anche fruibile dal grande pubblico, così come dalle scolaresche, che avranno a loro disposizione dei laboratori didattici e, ovviamente, dagli specialisti: medici, botanici e biologi in primo luogo.
Durante il convegno di presentazione del progetto lo scorso 28 maggio, era presente, tra gli altri, il prof. Giuseppe Frenguelli, esperto di pollini e docente universitario che ha sottolineato l’importanza di questo laboratorio, unico nel suo genere, per lo studio dell’andamento dei pollini. Nella Marca Trevigiana, lo studio di questo particolare settore allergologico è all’avanguradia, grazie alle molte iniziative di Gianni Alselmi, presidente dell’Accademia trevigiana per il territorio. L’allergologo Giorgio Cazzaro, poi, assieme alla pneumologa Eleonora Volpato, primi ideatori del parco, hanno sottolineato l’importanza di tutelare la salute attraverso la tutela del territorio. Le malattie respiratorie, infatti, sono in costante aumento e sono direttamente correlate all’inquinamento.
La prima pianta ad essere piantata è stata il “Ginkgo Biloba”, una pianta straniera che viene dalla Cina e che è presente sulla terra da 150-200 milioni di anni, in pratica è la pianta più vecchia al mondo. Oltre alle sue riconosciute proprietà curative nell’ambito dell’arteriosclerosi cerebrale, questa pianta è anche un simbolo di portafortuna e di longevità. Un buon auspicio, dunque, per il nascente Parco del respiro.

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