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Quanto è grande la tua… pancetta!

Sappiamo bene i rischi che l’obesità, ma ancor più il grasso viscerale, arreca alla gente; ne sanno qualcosa soprattutto gli uomini, dove per la particolare conformazione anatomica e la fisiologia stessa del maschio, tale adipe va a depositarsi nell’addome, con la comparsa della scomoda e antiestetica “pancetta”.

Ma fino a oggi, al di là della constatazione per così dire… ottica, o, ancor meglio, la prova cintura, che riduceva l’utile accessorio una gruviera per via dei tanti buchi in più che dovevamo apportare, null’altro esisteva per indicarci che il grasso viscerale si stava impadronendo, in toto, dello spazio a lui concesso, per non contare, che non sapevamo di preciso, come potesse essere distribuito tale pannicolo adiposo nel “voluminoso e scomodo contenitore“ che ci portiamo quotidianamente a spasso.

Si chiama Hippo Fat e a “lui” non potremo più mentire!
E’ l’ultimo ritrovato della tecnologia applicata alla medicina, messa a punto dal CNR di Pisa, presso l’Istituto di Fisiologia Clinica e consiste in un sofisticato software che non si limita ad informarci, scientificamente, sul volume della nostra pancetta, ma ci da l’esatto quantitativo del grasso viscerale presente in organi vitali, quali intestino, stomaco e milza.

Il particolare strumento utilizza la tecnologia della risonanza magnetica e ha superato tutti i rigidi controlli americani ed europei che sono stati pubblicati presso l’importante organo di informazione sanitaria “International Journal of Obesità“.

Parole di elogio per la propria creatura da poco sperimentata ci provengono dal suo ideatore, l’ing. Vincenzo Positano che non cela per niente tutta la sua comprensibile soddisfazione nelle parole espresse per illustrare i benefici della sua invenzione: “Lo strumento, unico fino ad oggi nel suo genere, permette di calcolare accuratamente e in maniera rapida la misurazione del grasso nel paziente, per poter valutare in modo efficace e riproducibile i fattori di rischio. Negli ultimi due anni, oltre 100 pazienti sono stati esaminati con questa tecnica presso l’Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa, nell’ambito di ricerche cliniche per la misura dei fattori di rischio nei disturbi metabolici, quali il diabete, e disturbi cardiovascolari”.

Insomma, se la strada della prevenzione dell’obesità e dell’eccesso ponderale era tracciata, con Hippo Fat, si aggiunge quel particolare tassello mancante in più che ci informa sulle conseguenze nefaste che tali stati patologici e l’obesità è uno di questi, possono arrecare alla nostra salute e sul modo di intervenire per tempo per sconfiggerli.

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