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Il 50% degli interventi chirurgici sarà eseguito da robot

Un robot al posto delle mani del chirurgo, per operare i pazienti in maniera sempre più precisa e soprattutto poco invasiva. E’ la soluzione tecnologica adottata per molti tipi di interventi già in 20 ospedali italiani e che, nel prossimo futuro, arriverà ad essere utilizzata nel 50% degli interventi di chirurgia generale laparoscopica. Ma sempre più anche in quella toracica e cardiochirurgia. Questi alcuni argomenti affrontati dagli oltre duemila ‘camici verdi’ riuniti a Spoleto da domani a sabato per il XXV Congresso nazionale dell’Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), dal titolo ‘La Chirurgia dei due Mondi’, presentato oggi a Roma al Palazzo dell’Informazione ”Gli interventi per cui il ‘robot-chirurgo’ e’ maggiormente indicato – ha spiegato Luciano Casciola, primario del dipartimento di Chirurgia dell’ospedale di Spoleto e presidente del congresso Acoi – sono le operazioni alla milza e al pancreas, quelle per curare la malattia da reflusso gastroesofageo e i tumori del basso retto e della prostata, dove riesce a evitare le complicanze di tipo sessuale e urologico, prima inevitabili. Nei fatti, la chirurgia robotica non è altro che l’evoluzione di quella laparoscopica, cioè della videochirurgia – ha spiegato l’esperto – di cui ha mantenuto e contribuito a enfatizzare i vantaggi. Gli strumenti della tecnica laparoscopica, infatti, attualmente hanno ‘dato tutto’ quello che avevano da dare e non e’ possibile migliorarli ulteriormente. Mentre con la robotica oggi siamo in grado di realizzare i desideri di pazienti e chirurghi: non ‘aprire’ più la pancia e, al contempo, operare arrivando in profondità e in punti che prima erano impensabili, senza arrecare danni all’organismo”.

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