Quando la buona sanità non fa notizia

Appena i media prendono il via non li ferma più nessuno. Editori e giornalisti amano sfruttare un “filone” finchè è possibile. Che si tratti dell’attacco di un pitbull, o di omicidi efferati, piuttosto che di pidocchi sui treni, o di scandali di malasanità. Per carità, l’inchiesta del bravo Fabrizio Gatti sul Policlinico Umberto I di Roma ha giustamente richiamato l’attenzione delle istituzioni su situazioni a dir poco vergognose che si verificano nell’ospedale romano da anni e anni. Ma da allora non passa giorno che i quotidiani non riportino almeno un caso di presunta malasanità riscontrato in qualche ospedale.

Ne sa qualcosa anche Luigi Gianola (nella foto), direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Carlo Borromeo di Milano, dove i Nas hanno constatato la presenza di una colonia di 80 gatti, insediatasi da almeno 15 anni negli scantinati dell’importante struttura ospedaliera situata a due passi dallo stadio di San Siro.

“Nonostante 80mila euro già spesi in passato per opere di disinfestazione e per altri tipi di interventi, la situazione non è cambiata, ed è prevalso il buonismo di chi difende questi animali – si difende Gianola – Ecco perché stiamo attuando un’operazione congiunta insieme al Comune di Milano e l’Asl, ricorrendo anche a sbarramenti alle finestre e a particolari serrature per evitare invasioni indesiderate”.

Ma della buona sanità del San Carlo non ne parla nessuno? Eppure sono tanti gli spunti da cui partire, secondo quanto ci ha raccontato il dottor Gianola. Partiamo dal più recente. Sabato scorso degenti, infermieri e personale al completo hanno goduto di un pomeriggio particolare: un concerto augurale di buon anno, eseguito dal Corpo musicale “A. Manzoni” di Lecco all’interno dell’Auditorium dell’Istituto, e presentato da tre personaggi molto amati (Maria Teresa Ruta, Cesare Cadeo e lo stilista Elio Fiorucci). “E’ stata un’occasione – commenta il dottor Gianola – per constatare l’affetto della popolazione nei confronti del nostro ospedale. Lo stesso affetto dimostrato il 4 novembre scorso, quando abbiamo festeggiato il quarantesimo anno dall’inaugurazione di questa struttura (era il giugno 1966 quando veniva ricoverato il nostro primo malato). Ebbene, si è trattato di una giornata commemorativa alla quale avevamo invitato i dirigenti sanitari e amministrativi dell’epoca, i quali hanno aderito all’iniziativa con testimonianze davvero toccanti. Questi eventi mi hanno fatto capire come e quanto la popolazione metropolitana sia legata e riconoscente all’attività svolta in 40 anni dal nostro ospedale”.

Ma le buone notizie non si esauriscono qui. L’Ospedale San Carlo è l’unico a Milano al cui interno esistono un asilo-nido e un convitto (380 camere) in grado di ospitare allievi del Corso infermieri. Inoltre, c’è in calendario una importante e preziosa iniziativa. Gianola ci anticipa qualcosa: “A febbraio apriremo un Centro (curato anche dal servizio di psicologia aziendale) per aiutare chi subisce violenze all’interno delle mura domestiche. Nel frattempo, nel nostro Pronto Soccorso (dove arrivano 80.000 persone all’anno) e dove capita di dover aspettare a lungo prima di essere visitati – ovviamente, se non c’è un’emergenza assoluta – abbiamo attivato uno “Sportello Accoglienza”. Qui un infermiere, munito di apposito computer, non solo dà informazioni sui pazienti del pronto soccorso ma si prende cura di chi è in attesa: una maniera concreta per migliorare sempre più il servizio”.

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