Sanità: il punto sulle cause di risarcimento medico-paziente

Ogni anno 15 mila medici affrontano cause di risarcimento per errore ai danni dei pazienti: in due casi su tre, però, questi stessi medici vengono assolti “per non aver commesso il fatto”. Eppure, se da una parte vengono annunciati continui progressi nel campo della medicina, i media sembrano particolarmente impegnati a mettere in risalto i casi di malasanità, gli errori, gli incidenti. Un atteggiamento che fa dimenticare i meriti della sanità italiana, una delle migliori al mondo con i suoi 12 milioni di ricoveri all’anno, i 4,5 milioni di interventi chirurgici all’anno, i 20 milioni di pazienti che passano, sempre in un anno, per il pronto soccorso. Non dimentichiamo, infatti, che a dispetto delle polemiche e del clamore del “caso di malasanità” proposto di tanto in tanto dai media, la sanità italiana è al secondo posto dopo quella francese nella classifica Oms delle migliori del mondo.

Il convegno milanese sul “contenzioso medico-paziente”, promosso e organizzato dal prof. Lorenzo Menicanti dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia II dell’IRCCS Policlinico San Donato, svoltosi lo scorso 26 giugno, si è tenuto proprio per fare il punto sulla situazione italiana, dove è emerso che in Italia non esiste una fonte ufficiale di dati in grado di stimare la percentuale di errori imputabili al medico (o all’organizzazione della struttura ospedaliera) durante gli interventi chirurgici o l’erogazione di prestazioni sanitarie. Sono intervenuti ospiti illustri, tra cui il ministro di grazia e giustizia Clemente Mastella e l’Assessore Regionale alla Sanità della Lombardia, Luciano Bresciani.

Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto farmacologico Mario Negri di Bergamo, intervenuto nel dibattito, afferma che negli Usa “si muore più per errori medici che di incidenti’ stradali”. E stima che non c’è ragione di pensare che la situazione non sia la stessa anche in Italia. Una stima, appunto, non suffragata da statistiche certe nel nostro Paese, e forse un po’ avventata. Infatti, una nota di Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato, afferma: “Da diversi anni chiediamo che si istituisca un registro ufficiale degli errori nella pratica medica e diagnostica. Questo permetterebbe non solo di avere finalmente una fonte ufficiale, ma anche di evitare il rincorrersi di dati basati solo su stime”.

In conclusione, avvocati, medici, assicuratori e giudici intervenuti al convegno lavoreranno congiuntamente per introdurre maggiore serenità nel rapporto tra medico e paziente e indicare mezzi e soluzioni che concorrerano al miglioramento della qualità delle cure.

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