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Un semplice metro da sarta per combattere l'obesità

Un semplice metro a nastro da sartoria sta diventando lo strumento diagnostico più importante per individuare i soggetti a rischio di malattia cardiovascolare. La circonferenza della vita risulta infatti attualmente il marker più attendibile dell’obesità viscerale, quella più pericolosamente correlata all’insorgenza del diabete e delle malattie cardiovascolari, quali l’infarto miocardico e l’ictus. La circonferenza della vita, l’obesità e le malattie correlate (diabete, dislipidemia ed ipertensione arteriosa), la loro diagnosi e cura hanno costituito gli argomenti principali della Giornata di Aggiornamento “La sindrome metabolica: attuali orientamenti e strategie terapeutiche” che si è tenuta a Milano presso l’Aula Didattica Euromedica lo scorso 23 giugno e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Prof. Santo Bressani Doldi, il Prof. Piergiorgio Danelli, il Prof. Marco Klinger, la D.ssa Maria Cristina Librenti e il Prof. Giancarlo Micheletto.

L’obesità rappresenta il parametro più importante nello sviluppo della sindrome metabolica. La sua incidenza è in costante aumento in tutti i paesi occidentali, tanto da essere definita la epidemia del terzo millennio ed essere considerata una malattia sociale. L’Istituto Superiore di Sanità stima che in Italia, nella fascia di età 35-74 anni, il 18% degli uomini e il 22% delle donne sono obesi.

Studi recenti hanno dimostrato che il tessuto adiposo è un organo metabolicamente attivo in grado di produrre ormoni che influenzano l’azione dell’insulina, quindi l’insorgenza del diabete e promuovono le alterazioni vascolari responsabili di eventi acuti gravi, quali l’infarto miocardico e l’ictus cerebrale.

Come l’autopalpazione del seno è divenuta l’arma più semplice di prevenione del cancro della mammella, così la misurazione della circonferenza vita da parte del paziente o del medico può rappresentare attualmente l’indice più attendibile di obesità viscerale e costituire un fattore di rischio se superiore a 102 cm nell’uomo e a 88 cm nella donna. In questo ambito il ruolo del medico di famiglia è di primaria importanza sia nell’identificare il paziente obeso e individuare i fattori di rischio e le comorbilità presenti, sia nell’indirizzare il paziente agli specialisti, sia nel seguire il paziente durante il trattamento medico o chirurgico attuato. Il trattamento medico è rivolto alla modificazione dello stile di vita e delle abitudini alimentari con l’incremento dell’attività fisica e una corretta dieta; laddove il trattamento medico-dietetico fallisce, la chirurgia è in grado di determinare uno stabile calo ponderale e risolvere definitivamente le complicanze correlate all’obesità.

Il lavoro di équipe risulta assolutamente indispensabile nell’inquadramento e nel programma terapeutico del soggetto affetto da sindrome metabolica, tali e tanti sono i diversi aspetti della sindrome e quindi diversi debbono essere gli specialisti coinvolti.

La Cattedra di Chirurgia Generale dell’Università degli Studi di Milano – Unità Operativa di Chirurgia Generale dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio e l’Unità di Malattie Metaboliche dell’Istituto Clinico San Siro di Milano, due strutture del Gruppo Ospedaliero San Donato, operano in stretta collaborazione formando un’équipe multisciplinare per il trattamento del soggetto obeso con una esperienza ormai più che decennale.

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