Individuata molecola contro l'obesità

Utilizzando le moderne tecniche di identificazione e caratterizzazione delle proteine, un gruppo di ricercatori italiani del CNR di Roma ha identificato per la prima volta una piccola proteina che incide sul metabolismo aumentando il dispendio energetico, la temperatura corporea ed i livelli plasmatici di adrenalina e quindi diminuendo la quantità di massa grassa. Un risultato incoraggiante, se si pensa che il 45% della popolazione italiana è in sovrappeso e il 10% è obesa e che le malattie causate dall’obesità e dal sovrappeso interessano nel mondo un miliardo di persone, un numero superiore agli 800 milioni che soffrono di denutrizione, causando costi sociali ed economici doppi rispetto a quelli sostenuti per i soggetti con il peso in regola.
“Abbiamo notato – spiega Anna Moles dell’Istituto di neuroscienze e coordinatore della ricerca – che in animali nutriti con una dieta ad alto contenuto di grassi, la somministrazione per due settimane di questa proteina previene lo sviluppo dell’obesità indotta dalla dieta, limitando la deposizione di tessuto adiposo ed il conseguente aumento di leptina, un ormone tipicamente associato all’obesità”.
Questi processi sono associati all’aumento di una serie di recettori e mediatori catabolici, nel tessuto adiposo bianco e responsabili della lipolisi e dell’aumento del dispendio energetico, vale a dire le calorie bruciate.
In particolare, gli effetti della proteina sembrano compatibili con l’attivazione centrale del sistema nervoso autonomo che favorirebbe l’aumento del metabolismo energetico dell’organismo e la identificano come un potenziale target farmacologico per la prevenzione dell’accumulo di grasso e dell’obesità.

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