Italiano il Premio Nobel per la Medicina 2007

«Quando Capecchi creò in laboratorio il topolino transgenico – ha dichiarato Elena Cattaneo, capolaboratorio di biologia delle cellule staminali all’Università di Milano – lavoravo a Boston e pensai subito che quella poteva essere una scoperta da premio Nobel», e così è stato. Dopo Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco, Mario Renato Capecchi, insieme all’americano Oliver Smithies e all’inglese Martin Evans, è vincitore del Nobel per la Medicina 2007.

Gen Targeting: questo, il nome della scoperta scientifica di Capecchi. Grazie ad esso è possibile cambiare ogni gene di un topo e quindi scoprire, dopo aver provato a togliere uno di questi, il gene responsabile della formazione di una certa parte del corpo. Inoltre il Gen Targeting permette di studiare sul gene e sviluppare cure a malattie.

Già nel 1980 Capecchi aveva fatto una scoperta importante: all’interno della tecnologia ricombinante del Dna, lo scienziato di origini veronesi aveva dimostrato che era possibile introdurre una molecola di Dna in un mammifero con il risultato che era possibile, tramite la produzione di animali geneticamente modificati, studiare la funzione di nuovi geni.
Nel 1984 Capecchi iniziò a creare dei topi chiamati chimera perché geneticamente modificati e, da tale studio, intuì che si poteva anche eliminare un gene dal patrimonio genetico di una cellula, creando quindi il gen targeting.

Da qui, oggi scienziati possono simulare patologie genetiche umani in modelli animali e in futuro, potendo scegliere quale gene modificare e come modificarlo, correggere l’errata funzionalità di un gene difettivo, agendo quindi non contro i sintomi, ma contro la causa di una determinata patologia.

Mario Capecchi è emigrato negli Stati Uniti all’età di nove anni. Studia biologia molecolare al Mit di Boston e ad Harvard. Attualmente lavora all’Università di Utah. Torna periodicamente in Italia per scambi scientifici e tenere lezioni sulle sue nuove scoperte.

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