Costruito in laboratorio il primo cromosoma di sintesi

«Si tratta di un passo filosofico importante nella storia delle nostre specie», con queste parole ha introdotto la sua scoperta Craig Venter, un biologo americano che passerà alla storia per aver creato in laboratorio il primo cromosoma di sintesi artificiale. L’umanità compie passi da gigante, e al di là delle implicazioni etiche, qui ci troviamo di fronte ad un passo in avanti importante della nostra civiltà, una conquista che comunque calcherà gli annali scientifici e non solo. «Stiamo passando dalla lettura del codice genetico alla capacità di scriverlo. Ciò ci dà la possibilità ipotetica di fare cose che non avevamo mai pensato prima», ha aggiunto solo queste affermazioni, che per la loro perentorietà sottolineano molto bene la portata storica di questo processo.

Di fatto, la scoperta consiste nell’aver ricreato in laboratorio un piccolo frammento del DNA, che è la colonna portante della vita sulla terra; questo cromosoma, se viene inserito in una cellula, ovvero uno dei piccoli mattoncini che compongono l’essere vivente, può dare seguito ad una nuova vita.
La scoperta mette in atto una serie infinita di possibilità per l’umanità.

Ma come sempre le possibilità responsabilizzano l’uomo dinanzi a ciò che sarebbe in grado di fare. Infatti, riuscire a creare la vita in laboratorio significa che si riuscirebbe a produrre farmaci contro molte malattie considerate insanabili, ma, allo stesso tempo, significa aprire la prospettiva di nuove e pericolosissime armi biologiche di proporzioni devastanti. Il futuro, come sempre è in mano al buonsenso.

In ogni modo a noi il compito di portare alla luce le buone notizie che, secondo gli scienziati, non tarderanno ad arrivare per il miglioramento della salute dell’uomo. In termini pratici, questa scoperta, consentirebbe l’impianto di un gene nuovo in una cellula uccisa da una malattia, agendo indirettamente su di essa e debellandola.

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