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Le noci contro le malattie cardiovascolari

Un’altra iniziativa giunge alla terza edizione: segno che il successo riscosso nei due anni precedenti ha spinto a ripetere senza indugi l’operazione. A partire dalle giornate 9, 10 e 11 novembre più associazioni aderenti al “Coordinamento Nazionale delle Associazioni del Cuore” (Conacuore) scenderanno di nuovo nelle piazze delle loro città per offrire sacchetti del frutto diventato simbolo dell’impegno “salvacuore”. Poi, ciascuna associazione proseguirà secondo i propri tempi, fino a smaltimento delle scorte.

Perché proprio le noci? Per il fatto che, è ormai un dato scientifico dimostrato, un consumo regolare di noci, nell’ambito di una dieta a basso tenore lipidico, è in grado di ridurre il rischio cardiovascolare. Infatti, le noci sono particolarmente ricche di grassi polinsaturi: composti in grado di svolgere un’importante azione di controllo dei livelli dei trigliceridi, di prevenzione delle irregolarità del battito cardiaco e, anche, di miglioramento del tono dell’umore.

I contributi ricavati dalla generosità dei cittadini verranno in parte destinati ad irrobustire il “Fondo Pricard” (promozione ricerca cardiovascolare), ormai pronto per finanziare i primi progetti, e in altra parte serviranno per consentire alle associazioni di sviluppare con sempre maggior forza le loro iniziative di educazione alla salute sul territorio di appartenenza. Si tratta di una fitta costellazione composta da acquisti di strumenti quali defibrillatori, indispensabili in caso di arresto cardiaco, da progetti rivolti alle scuole per coinvolgere i ragazzi e renderli protagonisti di una prevenzione mai troppo precoce, da controlli gratuiti su alcuni importanti e insidiosi fattori di rischio…

Conacuore è una Onlus (Organizzazione non lucrativa d’utilità sociale) che attualmente riunisce 112 associazioni di volontariato impegnate nella lotta alle malattie cardiovascolari; dal 1999 lavora per sensibilizzare di più e meglio su un termine che da solo riassume gli obiettivi fondamentali: prevenzione, nel senso di “arrivare prima”. Sottolinea bene Giovanni Spinella, presidente de “Gli Amici del cuore”: “La patologia cardiovascolare ha ormai assunto le caratteristiche di una vera e propria pandemia. Parlano i numeri: 42% dei decessi rispetto a tutte le altre malattie; oltre tre milioni di malati (più del 5% della popolazione italiana); costi rilevanti a carico del sistema sanitario (oltre un milione di ricoveri l’anno, con un costo di 800 milioni di Euro). Quante volte si ripete che prevenire è meglio che curare? Eppure questo concetto risulta eluso da troppo tempo. Insomma, a parole tutti si dichiarano d’accordo per sostenere e dare impulso alla ricerca, ma – al pari della prevenzione – troppo spesso essa resta estranea alla nostra società”.

L’instancabile professor Spinella, che di recente ha anche organizzato a Modena un’interessante tavola rotonda intitolata “Comunicare il cuore”, con lo scopo di costruite tutti assieme un progetto di prevenzione delle malattie cardiovascolari, ha al suo attivo parecchie iniziative. Solo per citarne qualcuna: promuovere la prevenzione delle malattie cardiovascolari tramite lezioni integrate con i programmi di scienze nella scuola pubblica (“Cuore Giovane”); incentivare la solidarietà mediante il sostegno a persone cardiopatiche bisognose (“Cuore Solidale”) e con l’elargizione di borse di studio e di strumenti tecnologicamente avanzati alla cardiologia pubblica e privata; diffondere informazione e conoscenza, migliorando le abitudini di vita della popolazione italiana e limitando l’insorgere dei relativi fattori di rischio.

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