Nuove speranze per la diagnosi precoce del tumore al polmone

La diagnosi precoce del cancro del polmone, come anche delle altre patologie tumorali, si è rivelata l’elemento fondamentale in grado di allungare la sopravvivenza del paziente fino a 10 anni. È questo il risultato che emerge dallo studio multicentrico I-ELCAP (International- Early Lung Cancer Action Program) condotto su oltre 31.000 persone a rischio (perché forti fumatori), attraverso l’utilizzo della TAC spirale a bassa dose, metodica che ha permesso di individuare 484 lesioni tumorali al polmone, di cui l’85% (412) al primo stadio.
Lo studio internazionale, pubblicato il 26 ottobre sul New England Journal of Medicine, è stato iniziato nel 1993 da un gruppo di ricercatori del New York Presbyterian Hospital – Weill Cornell Medical Center e vi hanno partecipato 38 istituti di sette diversi Paesi, tra cui, per l’Italia, l’Istituto Regina Elena di Roma, tra i principali collaboratori del progetto.
La portata di questo studio è realmente rivoluzionaria, se si pensa che il 95% circa dei malati di tumore al polmone nel mondo muore ogni anno per una mancata diagnosi precoce. La malattia è risultata tuttavia curabile se viene diagnosticata e trattata chirurgicamente al primo stadio.
“Sono risultati realmente straordinari – afferma il Prof. Francesco Cognetti, Direttore Scientifico dell’Istituto Regina Elena – e siamo orgogliosi di aver partecipato con il nostro Istituto a questo importantissimo studio. Infatti in un tumore in cui la terapia offre effetti modesti, ottenere un 92% di sopravvivenza a 10 anni con questa tecnica diagnostica rispetto alla sopravvivenza inferiore al 15% dei soggetti diagnosticati sulla base della comparsa dei sintomi è un importante avanzamento”.
I partecipanti sono stati selezionati in base all’età (più di 40 anni) e al rischio di contrarre la malattia (fumo attivo e passivo e fattori ambientali). Dei 412 malati con lesioni tumorali individuate al primo stadio grazie alla TAC spirale, 8 hanno rifiutato di sottoporsi a terapie e sono morti entro cinque anni; 29 sono stati curati con chemioterapia o radioterapia e 375 sono stati operati, di cui 312 entro un mese dalla diagnosi. In questi ultimi la sopravvivenza a 10 anni è stata rilevata nel 92%: un dato straordinario.
Emerge quindi chiaramente che lo screening con TAC spirale a bassa dose offre una nuova speranza per milioni di persone a rischio per questa malattia e potrebbe ribaltare la percentuale di morti per cancro al polmone.
In Italia si registrano ogni anno circa 46.000 casi di cancro al polmone (circa 197.000 in Europa e 173.000 negli Usa), con percentuale di mortalità superiore a quella rilevata nei tumori al seno, prostata e colon considerati complessivamente. La diagnosi precoce con TAC spirale può invertire questi dati negativi. Questa indagine consente di rilevare noduli millimetrici che possono essere l’espressione di un cancro in una fase precoce. L’esame, che non è invasivo, non prevede l’uso di mezzo di contrasto e dura meno di 20 secondi, utilizza le radiazioni ionizzanti a bassissima dose, paragonabili a quelle relative ad un volo intercontinentale.

Lascia un commento