Nuova tecnica non invasiva contro i tumori

Massimo risultato, minimo danno: questa la finalità di Hifu, una nuova teconologia d’importazione contro le malattie tumorali, in sperimentazione all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano. L’apparecchio, utilizzato già in Oriente da più di 10 anni e donato da Hiteco Group alla Fondazione Veronesi, si basa sulla trasmissione di ultrasuoni nella zona specifica dove compaiono le cellule tumorali senza dover ricorrere a bisturi, radiazioni o aghi potenzialmente dannosi per i tessuti sani. Infatti, come ha spiegato il Direttore dell’Istituto, il Dott. Veronesi (nella foto), “Hifu ci permette di convogliare un fascio di ultrasuoni in un punto ben preciso (punto focale) e definito via ecografia, trattando una lesione tumorale senza l’inserimento di alcuno strumento e quindi senza danni biologici”.

Tuttavia, se è vero che come ha spiegato il direttore dell’Unità di Radiologia interventistica, Franco Orsi, “gli ultrasuoni focalizzati sono già da tempo utilizzati contro tumori ‘di superficie’ in ginecologia, otorinolaringoiatria e, ultimamente, per il cancro alla prostata attraverso una sonda transrettale”, è anche vero che Hifu può trattare non solo organi interni, ma anche utero, muscoli ed ossa e tutti gli organi visualizzabili tramite un’ecografia.

La seduta per sottoporsi al trattamento di questa macchina prevede che il paziente si sdrai su un lettino che al centro presenta una piccola vasca riempita di acqua purificata con la parte da trattare immersa nel liquido affinché quest’ultimo possa ‘veicolare’ gli ultrasuoni prodotti da uno speciale trasduttore sottostante, indirizzandoli fino al punto focale.

La fase di fattibilità di Hifu durerà 2 mesi nei quali saranno sottoposti 10-20 pazienti e sarà abbinata alla chirurgia, mentre per ora i quattro pazienti già trattati sono stati sottoposti altresì a interventi chirurgici.

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