Allo studio un vaccino tutto italiano contro l'infarto

Sono italiani e precisamente della II Università di Napoli i ricercatori che stanno studiando il primo vaccino contro l’infarto e il primo grande passo in avanti è previsto entro il prossimo anno. L’annuncio è stato dato dal prof. Paolo Golino, ordinario di cardiologia alla II Università di Napoli nel corso del 67° Congresso della Società Italiana di Cardiologia tenutosi in questi giorni a Roma. “Tutto ha avuto inizio – ha detto il prof. Golino – quando ci siamo resi conto che nella placca, l’accumulo di grasso che, frantumandosi nell’arteria, provoca trombi e, di conseguenza, l’infarto c’era qualcosa di sospetto. Dallo studio di questa sostanza sospetta è emerso che si tratta di un antigene in grado di attivare il sistema immunitario. Abbiamo quindi studiato ventuno pazienti, dieci colpiti da infarto e undici sani”.
Nella placca dei pazienti infartuati è stato trovato l’antigene, assente invece negli altri soggetti. Il sistema immunitario regola tutti quei meccanismi che proteggono l’organismo dall’aggressione di agenti esterni per cui riconosce gli agenti nocivi riuscendo ad annullarli. Nel caso dell’antigene presente nella placca il sistema immunitario, invece, scambia l’antigene stesso come un nemico che viene dall’esterno e aggredisce la placca dove l’antigene risiede. Ma l’antigene non è un nemico esterno, è una sostanza interna all’organismo. Quindi la placca è frantumata dal “fuoco amico”. Frantumandosi innesca i trombi ed è così che si verifica l’infarto.
“Il primo traguardo che speriamo di raggiungere entro un anno – ha proseguito Golino – è quello di identificare l’antigene e scoprire di quale sostanza sia formato e, a quel punto, sarà possibile mettersi al lavoro per un vaccino in grado di annullare l’antigene e, se tutto andrà per il meglio, contiamo di mettere a punto il vaccino entro due o tre anni. Vaccino che sarà indirizzato a tutti coloro a rischio di infarto, come gli ipertesi, gli obesi, i grandi fumatori, chi ha alti livelli di colesterolo, chi ha familiarità per l’infarto. Potrà essere utilizzato anche da chi ha già avuto un infarto per cui sarà un vaccino preventivo”.

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