Parte il primo reality radiofonico per smettere di fumare

In un mondo di appassionati di reality e di internet, Radio 24 ha lanciato una nuova iniziativa: con l’aiuto del direttore del Centro antifumo della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Roberto Boffi, la comunità di fumatori ed ex fumatori da mesi protagonisti del forum sul fumo www.radio24.it cercherà di convincere a smettere per sempre di fumare due ascoltatrici di “Essere e benessere”, la trasmissione quotidiana dedicata alla salute e al benessere in onda dal lunedì al venerdì dalle 12 alle 13. Intervenute in diretta radiofonica per chiedere conforto ma anche aiuto per sconfiggere la dipendenza dalla nicotina, Francesca, di Roma, e Monica, di Milano, saranno costantemente seguite per i primi tre mesi con un servizio di assistenza telefonica e una volta alla settimana aggiorneranno gli ascoltatori sui progressi compiuti.

“Le nostre ascoltatrici, risultate da specifici questionari molto motivate ma anche molto dipendenti – spiega la conduttrice Nicoletta Carbone – saranno continuamente stimolate dall’incoraggiamento dei partecipanti al forum, la cui comunità virtuale si trasformerà quindi per loro in un’occasione virtuosa. Ciò varrà per loro come per quei milioni di donne che hanno cercato nel fumo un sostegno contro lo stress e che ora si trovano invece a dover affrontare una dipendenza difficile da vincere”.

L’iniziativa di Radio 24 e della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori ha anche lo scopo di contribuire a colmare la provvisoria carenza del Servizio Sanitario Nazionale. Infatti, come ha dichiarato il dott. Boffi, “i 13 milioni di fumatori italiani hanno mostrato di comprendere e accettare la Legge Sirchia che ha vietato il fumo nei locali pubblici, ma non hanno ricevuto in cambio un numero adeguato di servizi ambulatoriali e a distanza in grado di assisterli adeguatamente quando decidono di smettere di fumare. Inoltre i farmaci utili a questo scopo sono a loro completo carico e la ricerca sulla malattie direttamente legate al fumo, come il tumore ai polmoni, non ha fondi sufficienti”.

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