Più vicina la cura per i tumori alla prostata

Ricercatori dell’Università della California di San Francisco hanno scoperto nei tumori della prostata un nuovo virus umano, finora sconosciuto. Si tratterebbe di un parente stretto di quello rinvenuto nei topi, con cui ha in comune il 96% delle caratteristiche. Infatti il virus rinvenuto nell’uomo dovrebbe appartenere a quella tipologia che ha compiuto il salto di specie passando dagli animali all’uomo. Gli studiosi non hanno però ancora chiaro quale sia il legame tra la presenza di questo virus e l’insorgere delle malattia, ma confermano la teoria che vi sia un nesso fra infiammazioni croniche, dovute ad esempio ad un’infezione, e tumore. “Un aspetto importante della scoperta – affermano i ricercatori – è sicuramente legato al fatto di aver confermato l’ipotesi che tecniche con chip virali permettono di individuare virus e agenti infettivi sconosciuti, evidenziando possibili origini virali di alcune malattie”.
La scoperta, che è stata presentata nel corso di un simposio dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) a San Francisco e pubblicata sulla rivista “Plos Pathogens”, è stata condotta con la stessa tecnica che già tre anni fa aveva permesso di isolare il virus della Sars.
“Ora bisognerà capire se il virus è legato solo all’insorgenza del tumore della prostata o anche di altre forme di cancro. Come spesso accade quando si fa una nuova scoperta – concludono i ricercatori – le domande superano le risposte”.
Contemporaneamente in Australia ricercatori dell’Università Monash a Victoria sono riusciti a produrre del tessuto prostatico partendo da cellule staminali e approntando così un modello utile per la ricerca.

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