High Technology in Radioterapia

Si è svolto il 10 ottobre scorso il meeting “High Technology in Radioterapia”, che ha visto riuniti Radioterapisti, Fisici Sanitari, Chirurghi e Oncologi per discutere delle nuove tecnologie e dei protocolli clinici basati sul concetto di radiochirurgia e radioterapia ipofrazionata, tecniche oggi applicabili non più solo per il trattamento di tumori intracranici ma per lesioni in tutto il corpo.

Il meeting, diretto dalla Dott.ssa Laura Fariselli, Direttore dell’unità operativa di radioterapia Istituto Nazionale Neurologico Carlo Besta di Milano, ha avuto lo scopo di aggiornare ed aprire una discussione costruttiva sulle nuove tecnologie e i nuovi approcci clinici nei confronti del trattamento dei tumori, con un focus particolare sull’utilizzo della tecnologia CyberKnife, presente presso il Centro Diagnostico Italiano di Milano (CDI).
Medici illustri e con una grande esperienza nel campo hanno introdotto i concetti di High Technology, di Radiochirurgia e di Ipofrazionamento, sempre più diffusi tra i professionisti del settore.

Durante il meeting sono state presentate attività e esperienza clinica nel trattamento dei tumori in ambito polmonare, del testa-collo, del pancreas e fegato, della prostata e della spina dorsale.
Nella lotta ai tumori oggi c’è una sfida fra “armi intelligenti” capaci di colpire solo la parte malata senza intaccare i tessuti sani circostanti. Da una parte i farmaci, dall’altra la radioterapia, finora poco utilizzata, potrebbe essere quella più rispettosa nei confronti del paziente e meno costosa per il SSN.
Questo quanto è emerso durante la conferenza stampa del meeting sulle alte tecnologie in radioterapia, in cui particolare accento è stato dato al Cyberknife, un robot utilizzato per gli interventi di radiochirurgia mininvasiva.

“E’ importante la sinergia fra competenza medica e tecnologia all’avanguardia; un tecnologia obsoleta può esser dannosa per il Sistema Sanitario Nazionale e per il paziente stesso”, ha esordito la Dott.ssa Fariselli che ha moderato l’incontro.
“Confrontando le nuove tecnologie con la radioterapia tradizionale – ha aggiunto il Dott. Giancarlo Beltramo, del Centro Cyberknife presso il Centro Diagnostico Italiano di Milano – ma anche con l’intervento chirurgico e i farmaci, si è visto che è possibile ottenere grossi risparmi per il sistema sanitario”.

Le stime si possono ottenere se si confrontano i costi per una determinata prestazione: “Ad esempio, per il tumore alla prostata – ha affermato il Prof. Roberto Orecchia, dell’Università degli Studi di Milano – il costo per la rimozione chirurgica è di 11 mila euro. L’uso del CyberKnife costa 8.600 euro, mentre costa 5.200 euro la radioterapia di precisione con un acceleratore lineare. Il trattamento ormonale con farmaci, invece, ha un costo di 12.000 euro l’anno, ed ha anche una durata maggiore”. La radioterapia ad alta tecnologia come il CyberKnife, invece, “non richiede ricovero, è ambulatoriale – aggiunge Beltramo – se non in casi eccezionali come quando il paziente viene da fuori Regione”.

Il problema della radioterapia, ha aggiunto il Prof. Orecchia, è l’investimento iniziale: “servono 20 milioni per realizzare il reparto e 5-6 milioni per la macchina. Trattando circa 2 mila pazienti l’anno, il costo diventa assolutamente accettabile e competitivo”. Serve quindi proporre, conclude l’esperto, “accanto ai farmaci intelligenti anche le radiazioni intelligenti, sempre più rispettose del paziente con metodiche di poco o per nulla invasive, che offrono al paziente un’ottima o per lo meno buona qualità di vita”.

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