La comunicazione tra medico e paziente

Un’occasione preziosa per discutere casi di studio significativi e valutare nuove iniziative italiane e straniere in ambito medico-scientifico, al fine di promuovere e condividere la cultura dell’innovazione in medicina e Sanità: questo è in sintesi “Il Futuro della Sanità”, un appuntamento a cadenza quadrimestrale, nato su iniziativa di Aldo Cerruti, Presidente di ab medica S.p.A, di recente insignito da UNAMSI del Premio Ippocrate 2008/2009 per il contributo alla divulgazione scientifica.

Nel corso dell’ultimo incontro, svoltosi il 2 dicembre scorso al Four Seasons di Milano, sono stati presentati i risultati della ricerca realizzata sulle ASL italiane on-line e l’ambizioso progetto di ab medica denominato “Forum della Sanità”. Quest’ultima iniziativa vuole iniziare un percorso di comunicazione e di condivisione fra i medici sui temi più importanti per lo sviluppo della Sanità in Italia. “Si tratta di un social network, di una comunità di circa 400 medici”, ha spiegato il Prof. Eugenio Quaini, Coordinatore dell’Osservatorio della Società Italiana di Cardiochirurgia, Consulente scientifico del Dip. Cardiovascolare degli Ospedali Riuniti di Bergamo e Consulente scientifico di ab medica. “Il Forum dispone, da subito, di una comunità importante per numero di partecipanti e per profilo. Vi sono iscritti medici rappresentativi delle diverse specialità; i partecipanti possono interagire tra loro o in gruppi, pubblicare e condividere testi e documenti, dibattere temi di interesse generale, accedere al calendario mensile degli eventi relativi alla Sanità e inserire le proprie segnalazioni”.
Gianroberto Casaleggio, Presidente della Casaleggio Associati, esperto di metodologie di comunicazione, ha illustrato i risvolti tecnologici e le modalità d’uso di questo innovativo social network, presentando i dati di un’indagine da lui condotta sugli Ospedali on-line.
Alcuni importanti aspetti della comunicazione e dell’informazione medico-scientifica sono stati affrontati dagli altri illustri relatori presenti all’incontro.
Il Prof. Piero Anversa, Professor of Medicine e Senior Scientist al Brigham Women’s Hospital di Boston, detentore del primato di produzione di conoscenza nell’ambito delle cellule staminali cardiache, ha illustrato alcune possibilità reali di un impiego terapeutico delle cellule staminali che potrebbe portare alla rigenerazione del tessuto cardiaco e dare quindi una nuova speranza a chi è colpito da scompenso cardiaco grave, a seguito di infarto o di altri eventi acuti. “Nel tratto dell’arteria dove è presente il restringimento (stenosi) – ha spiegato – infonderemo le staminali, che daranno luogo a nuovi vasi coronarici: un vero e proprio by-pass biologico. Se riusciamo a fare questo – osserva il Prof. Piero Anversa – significa che cambia tutto: la medicina da riparatrice diventa preventiva. Perché si riuscirà a prevenire l’insufficienza cardiaca”.
Il Prof. Gianfranco Gensini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze, si è occupato di Evidence based Medicine, il “vangelo” moderno della pratica medica. Egli ha sottolineato come “l’evidenza ricercata deve essere applicata in modo corretto e dunque non prescindere dall’osservazione delle caratteristiche individuali del paziente”. I contenuti della “Carta di Firenze”, promossa dal lo stesso Gensini, sono stati approfonditi dal Prof. Ettore Vitali, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Istituto Humanitas Gavazzeni: “Si tratta di un documento che chiama il medico a confrontarsi a 360 gradi con il paziente sulla base di un linguaggio comprensibile, di disponibilità autentica, di partecipazione massima, di totale trasparenza. In altre parole, lo statuto di una relazione alla pari fra medico e paziente.

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