Verso una legge per vietare l'alcol agli under 18

Non si direbbe proprio, e invece sono già passati 4 anni dall’entrata in vigore della “Legge anti-fumo” (10 gennaio 2005, ministro della salute Girolamo Sirchia) che ha rivoluzionato le abitudini degli italiani e bandito le sigarette dai locali pubblici. Da allora la vendita di tabacco nel Bel Paese, statistiche alla mano, è diminuita del 4% e le nostre buone pratiche sono state anche imitate da altri paesi come Gran Bretagna, Francia e Germania.

Visto che l’esperimento è riuscito e se ne godono ancora i benefici, l’Italia ha già in cantiere un nuovo progetto volto a limitare il consumo di bevande alcoliche nei minori nel tentativo di cambiarne le abitudini.

Un’idea parallela a quella del modello sarkosiano; infatti, mentre il ministro della Sanità francese Roselyne Bachelot propone un piano di legge per vietare vendita di alcolici e tabacco ai minori di 18 anni, in Italia, Luigi d’Ambrosio Lettieri (Pdl), segretario della 12° Commissione Sanità presenta a Palazzo Madama, il provvedimento numero 1444, per vietare vendita e somministrazione d’alcol ai minorenni ed innalzare il limite d’età, da 16 a 18 anni.

Una misura semplice e nel contempo inevitabile secondo d’Ambrosio Lettieri. L’Italia non solo conta circa 750mila potenziali consumatori adolescenti (dati dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità), ma è anche il Paese in cui il primo contatto con l’alcol avviene intorno ai 12 anni, contro una media europea di 14/15 (dati Eurobarometro).

Il provvedimento “precauzionale” non si ferma al semplice innalzamento del limite d’età, introduce, infatti, due ulteriori misure cautelative: l’estensione del divieto di vendita e somministrazione di alcolici anche alle aree di servizio autostradali aperte 24 ore su 24 ed una variante alle norme del codice della strada. Misure severissime per i neo-patentati, i guidatori di età inferiore ai 21 anni, e per chi guida da meno di cinque anni: le sanzioni per guida in stato di ubriachezza scatteranno infatti già in presenza di un tasso alcolico superiore a 0,2 g per litro, invece che dello 0,5 oggi consentito.

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