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Dipendenza da internet: apre ambulatorio a Roma

Il fenomeno della dipendenza da internet cresce in proporzione all’utilizzo sempre più diffuso delle nuove tecnologie. La Rete può, attraverso varianti come e-mail, social network e Second Life, sviluppare negli utenti una vera e propria dipendenza, assimilabile all’uso di sostanze psicotrope. L’individuo si definisce dipendente da una sostanza quando non riesce più a farne a meno e quando cominciano a emergere problemi di natura psicologica e sociale.

Da questo mese, almeno i cittadini romani, avranno un punto di riferimento mirato alla soluzione di questa dipendenza. L’ambulatorio “Internet Addiction Disorder” inaugurato all’Ospedale Gemelli, è aperto dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 9.30/13.30, e propone un protocollo di intervento in 3 fasi: un colloquio preliminare, incontri per la valutazione del disagio psicopatologico di base, con eventuale ausilio di terapia farmacologica, e l’inserimento graduale in gruppi di sostegno e riabilitazione. Il coordinatore dell’ambulatorio, lo psichiatra Federico Tonioni, in una dichiarazione apparsa su IlSole24ORE, afferma che «almeno due iscritti su dieci a Facebook ne sono dipendenti, e su 10 persone 4 possono diventarli inconsapevolmente».

In Italia, circa il 2% della popolazione soffre di manie connesse al sesso, al gioco, allo shopping e al web. Aumentano i casi di persone che si rivolgono al SerT (Servizi per le Tossicodipendenze). La Regione Lombardia rimborsa le spese sostenute per cure mirate alla dissuasione dal gioco d’azzardo e dalle nuove tecnologie virtuali. A Londra, invece, la clinica “Priory” è specializzata esclusivamente sulle forme di dipendenza dal web. Negli Usa, la ReSTART promette di disintossicare in 45 giorni attraverso attività bucoliche (giardinaggio, cucina, relax) e psicoterapia. La Cina, impegnata nella crescita economica e nei problemi demografici, è il primo Paese ad aver formalizzato nel catalogo medico ufficiale, una sindrome mentale riconducibile alla dipendenza da internet.

Secondo il report “Global Online Population Forecast, 2008 to 2013”, nel 2013 saranno circa 2,2 miliardi le persone collegate online. La cifra pone diverse considerazioni sui complessi risvolti socio culturali.

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