Scoperto da scienziati italiani il “tappo” che può bloccare il cancro

By 9 Dicembre 2009 Benessere

Un ‘tappo’ che promette di bloccare la crescita del cancro. E’ stato disegnato al computer grazie alla modellistica molecolare, costruendolo e sperimentandolo poi con successo su cellule tumorali di polmone, dagli scienziati dell’università Statale di Milano. La ricerca, pubblicata su ‘Nature Chemistry’, apre le porte allo sviluppo di nuovi farmaci anticancro a basso rischio di resistenza. Per questa scoperta l’ateneo ha già fatto richiesta di brevetto internazionale. La ricerca si è focalizzata sulla tubulina, una proteina fondamentale nel processo di divisione delle cellule, la cui moltiplicazione incontrollata ha a sua volta un ruolo centrale nello sviluppo dei tumori. Le molecole di tubulina si possono impilare l’una sull’altra formando lunghi filamenti che si uniscono in una sorta di tubo cavo: il microtubulo. Durante la divisione cellulare, il microtubulo svolge un compito fondamentale per distribuire i cromosomi della cellula madre fra le due cellule figlie. Stoppare la crescita del microtubulo, quindi, impedisce la proliferazione cellulare. Numerosi farmaci anticancro, ad esempio utilizzano alcuni principi attivi ricavati dalla pianta della vinca. Tuttavia, le cellule tumorali possono andare incontro a mutazioni che le rendono resistenti ai medicinali finora disponibili. I ricercatori milanesi hanno esaminato al computer la rete delle interazioni che si stabiliscono quando una molecola di tubulina si avvicina all’altra per formare il microtubulo. Hanno così scoperto che, sebbene sulla superficie della tubulina siano presenti migliaia di atomi, solo un piccolo sottoinsieme è importante per dar vita al microtubulo. Simulando il meccanismo al computer, gli scienziati hanno dunque ipotizzato che ‘ritagliando’ questo sottoinsieme si potesse ottenere una molecola particolarmente adatta ad interagire con la tubulina. L’idea era che il frammento così prodotto potesse funzionare come una specie di ‘tappo molecolare’, impedendo a un’altra molecola di tubulina di impilarsi e bloccando la formazione del microtubulo. Le prove sperimentali condotte su cellule tumorali del polmone hanno effettivamente confermato questa ipotesi. In altre parole, la scoperta apre alla possibilità di mettere a punto composti antitumorali fondati su una strategia diversa rispetto a quelle conosciute. Una via che potrebbe ‘spiazzare’ il cancro.

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