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Scoperte cellule antirigetto. Nuove speranze per i trapianti di organi

Scritto da – 3 settembre 2010 – 00:05 Nessun commento

Eviteranno il rigetto di un organo trapiantato, dando la possibilità al paziente di abbandonare le cure con i farmaci immunosoppressivi, gli unici, fino ad ora, in grado di dare risultati certi: sono le cellule “antirigetto”, scoperte da un gruppo di studiosi dell’Università di Lisbona e dell’Istituto Gulbenkian di Oeiras, in Portogallo, capitanati da Marta Monteiro e da Luis Graca.

La scoperta del team di scienziati, pubblicata dal Journal of Immunology, riguarda un nuovo tipo di cellule, denominate NKTreg, contenenti un gene, Foxp3, in grado di “ingannare” la risposta del sistema immunitario, una reazione che può anche dare luogo a fenomeni di rigetto nei confronti dell’organo trapiantato. Queste cellule lascerebbero, però, intatta la risposta del sistema immunitario in altre zone del corpo umano. Le NKTreg si localizzerebbero nel fegato e, proprio per questo motivo, la ricerca partirà da quest’organo, per estendersi, in caso di risultati positivi, anche alle altre casistiche. Lo scopo sarà quello di creare organi “immuno-tolleranti”, grazie ai quali sarà possibile evitare il rigetto dell’organo trapiantato.

La strada per raggiungere i risultati previsti sarà lunga, ma se la sperimentazione continuerà in questo senso, il futuro delle persone che subiscono trapianti potrebbe cambiare radicalmente. Il normale iter per chi effettua un’operazione di questo genere prevede che, dopo il trapianto, si debbano assumere i cosiddetti farmaci immunosoppressivi, terapie anche molto costose, vita natural durante. Questa categoria di medicinali deve rispettare il delicato equilibrio del sistema immunitario del paziente, riuscendo, da un lato, a bloccare l’eventuale rigetto dell’organo trapiantato, ma, dall’altro, a lasciare il sistema immunitario sufficientemente vigile per difendere il corpo umano dagli attacchi esterni. Un equilibrio molto complesso che non sempre viene raggiunto, come testimoniano i non pochi casi di rigetto dell’organo prima della fine del primo anno dall’operazione.     

Anche in Italia, il numero di persone che devono sottoporsi ad un trapianto è molto alto: i dati forniti dal Ministero della Salute, aggiornati al 30 giugno 2010, evidenziano una cifra di circa 2.800 operazioni per il solo anno in corso.

 

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