AIDS, arriva la pillola preventiva

Una pillola abbasserebbe il rischio di contagio da virus HIV, su un campione di soggetti a rischio. Si chiama Truvada ed è un medicinale prodotto della miscela di due principi attivi della Gilead Sciences Inc, il tenofovir e l’emtricitabina, entrambi già usati nel trattamento delle infezioni da HIV. Nei test effettuati su un campione di popolazione maschile a rischio, la sua assunzione quotidiana si è dimostrata in grado di far crollare del 44% i casi di malattia e del 70% le probabilità di infezione. L’annuncio della scoperta è stato dato sulle pagine del New England Journal of Medicine.

Un team internazionale di scienziati ha condotto un test su un campione complessivo di circa 2.500 persone, in varie parti del mondo. I soggetti erano gay, transgender o maschi bisessuali, quindi con un alto rischio di contrarre il virus, ed hanno preso il farmaco regolarmente per un periodo di due anni. Secondo gli autori dello studio, è la prima volta che si riesce a dimostrare che il rischio di contagio del virus può essere ridotto attraverso un farmaco preventivo. Lo studio è stato chiamato iPrEx e le 2.500 persone coinvolte provenivano da diversi paesi: Stati Uniti, Thailandia, Ecuador, Perù, Sud Africa e Brasile. La ricerca è stata condotta dalla University of California di San Francisco.

I risultati finora ottenuti fanno ben sperare, soprattutto perché sembra che il Truvada non dia effetti collaterali a lungo termine, e l’unico inconveniente riferito sembra essere il mal di testa. Comunque il test, iniziato nel 2007, non si è ancora concluso. Infatti gli uomini coinvolti nella sperimentazione continueranno ad assumere il farmaco e ad essere monitorati. Sarà così possibile controllare la resistenza al farmaco e verificare la presenza di eventuali effetti collaterali nel remoto termine. Uno dei due principi attivi, il tenofovir, aveva già mostrato di funzionare nel prevenire i contagi. Infatti, alla Conferenza internazionale di Vienna sull’Aids, tenutasi lo scorso luglio, gli esperti ne avevano sottolineato l’efficacia. Grazie alla combinazione con un gel, il farmaco antiretrovirale dava una copertura al virus nel 39% dei casi, una percentuale che salirebbe al 54% con la massima aderenza alla terapia.

Il Truvada – ha detto Anthony S. Fauci, capo della divisione del National Institutes of Health, che ha finanziato lo studio insieme con la Bill and Melinda Gates Foundation –  è già disponibile e prescrivibile in molti paesi, mentre il gel c’è, ma in piccole quantità ed è utilizzabile solo per le sperimentazioni cliniche“. Dato incoraggiante dello studio è inoltre che la terapia con il farmaco in questione sembra rendere gli uomini più propensi ad avere rapporti protetti. Da tener presente, tuttavia, che il livello di protezione varia notevolmente a seconda dell’aderenza alla terapia. Bisogna attenersi alle dosi prescritte per rendere efficace la molecola.

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