Un bio-chip imita il polmone umano

By 9 Dicembre 2010 Benessere

Un chip sarà in grado di sostituire completamente il polmone umano. Lo annunciano i ricercatori dell’Istituto Wyss di ingegneria biomedica, presentando un dispositivo realizzato con l’aiuto della Harvard Medical School e del Children’s Hospital di Boston.

I ricercatori hanno infatti realizzato un’apparecchiatura in grado di simulare il comportamento del polmone per valutare gli effetti delle tossine ambientali, l’assorbimento di medicinali somministrabili per aerosol e la sicurezza di nuovi farmaci in sperimentazione.

Delle dimensioni di una gomma da cancellare, il bio-chip imita la struttura e le proprietà dei sacchetti polmonari, utilizzando cellule polmonari ed endoteliali umane per ricreare lo strato limite di superficie tra aria e il circolo sanguigno.

Un chip sarà in grado di sostituire completamente il polmone umano. Lo annunciano i ricercatori dell’Istituto Wyss, (presso l’Università americana di Harvard)  presentando un dispositivo realizzato con l’aiuto dell’Harvard Medical School e del Children’s Hospital di Boston.

I ricercatori hanno infatti realizzato un’apparecchiatura in grado di simulare il comportamento  del polmone per valutare gli effetti delle tossine ambientali, l’assorbimento di medicinali somministrabili per aerosol e la sicurezza di nuovi farmaci in sperimentazione.  Delle dimensioni di una gomma da cancellare, il bio-chip imita la struttura e le proprietà dei sacchetti polmonari, utilizzando cellule polmonari ed endoteliali umane per ricreare lo strato limite di superficie tra aria e il circolo sanguigno.

L’ingegnere biomedico Dongeun Dan Huh, della Harvard University, promotore del dispositivo,

si augura che “entro un paio d’anni il chip riuscirà a imitare il processo attraverso il quale i polmoni restituiscono ossigeno in cambio di biossido di carbonio“.

In tal modo in futuro si potrà così evitare l’impiego di animali da laboratorio per esperimenti medici.

L’ingegnere biomedico Dongeun Dan Huh, della Harvard University, promotore del dispositivo, si augura che “entro un paio d’anni il chip riuscirà a imitare il processo attraverso il quale i polmoni restituiscono ossigeno in cambio di biossido di carbonio“.

In tal modo in futuro si potrà così evitare l’impiego di animali da laboratorio per esperimenti medici.

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