Etichette DOC: sulle tracce delle uova!

“Elementare Watson!” – affermerebbe con sicurezza Sherlock Holmes davanti ad una “etichetta DOC” se si trattasse di “seguire le tracce delle uova” e risalire al presunto “colpevole” del loro deperimento.
Ed è proprio di “etichette DOC” e di “rintracciabilità” che si parla nella realtà e nelle nuove disposizioni di settore, che potrebbero far dire anche a noi “Elementare!”.
La pellicola del film, inizierebbe con un primo piano sulla gallina, seguirebbe un mezzobusto del gallo mentre canta ostentando sicurezza, una ripresa del pollaio e del cortile… poi ancora la gallina ovaiola sulla paglia, il coccodé liberatorio e… l’inquadratura della mano che preleva le uova e le sue impronte. Poi le impronte di chi confeziona le uova e le ripone nei raccoglitori, di chi le carica, le trasporta e le consegna e via a seguire quelle del commesso che si occupa dell’esposizione del prodotto negli scaffali dei negozi di alimentari e via via nel passaggio dalla pentola al piatto e al palato. Ma… l’interrogativo nasce nel momento in cui, delle suddette fasi non v’è traccia.
A riprova che la fantasia del racconto spesso sfocia nella realtà, il giallo (tuorlo) e la trasparenza (albume) unite all’impronta (indicazioni dell’etichetta DOC) porterebbero di certo a dipanare il mistero in men che non si dica.
La Commissione Europea ha recentemente emanato un provvedimento mirato a rispondere alle esigenze dei consumatori in merito alla commercializzazione delle uova.
Si tratta del regolamento CE n.2295 del 23/12/03 che racchiude alcune norme applicabili in particolare alle uova (che vantano di diritto particolare attenzione, occupando un posto d’onore nel campo dell’alimentazione sana).
Com’è risaputo, la deperibilità dei prodotti comporta rischi per il consumatore finale e l’esigenza di velocizzare le operazioni di raccolta, consegna, classificazione e il successivo confezionamento/imballaggio delle uova ha portato ad aggiungere un nuovo tassello al puzzle della sicurezza.
La crescente attenzione dei consumatori alla qualità dei prodotti da acquistare aveva messo in evidenza la necessità di nuove disposizioni ed ecco i risultati: il provvedimento che racchiude nuove importanti norme sulla commercializzazione delle uova, è stato pubblicato nella GUCE n. L 340/16 del 24/12/2003.
Poter risalire all’origine delle uova grazie a marchiatura, specifici imballaggi, fascette, classificazione, fasi di controllo è sicuramente una garanzia in più per chi le acquista, le cucina e le consuma.
Favorire la “rintracciabilità” dei prodotti in genere, seguendo le indicazioni stampate sull’etichetta, richiama i produttori ed i commercianti a prestare maggiore attenzione ai rispettivi ruoli e al tempo stesso facilita i controlli e la prevenzione. “Occhio all’etichetta Watson!” – direbbe Sherlock Holmes.

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