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La televisione fatta dai ragazzi

Migliorare ed elevare la qualità delle trasmissioni televisive destinate ai minori. Collaborare con la scuola per educare i ragazzi a formare la capacità critica. Rispettare i bambini e non strumentalizzare la loro presenza in video. Dedicare nei propri palinsesti una fascia protetta di programmazione idonea ai minori… Non si può dire che le indicazioni della direttiva: “Televisione senza frontiere”, stilate dalla Commissione europea nel lontano 1989, siano state applicate alla lettera, come emerge quasi quotidianamente dalle denunce delle associazioni di genitori e dalla critica di molti esperti.Ma il rischio è di fermarsi a un generico lamento, senza passare a una fase costruttiva. Vale la pena invece di sottolineare l’importanza di quelle iniziative che partono dal punto di vista opposto, la proposta di alternative valide, non solo per l’originalità, ma soprattutto per le modalità della costruzione.Tra queste sta diventando ormai una tradizione il progetto Ciak Junior, che ogni anno si allarga in senso geografico, con il coinvolgimento di nuovi Paesi, ma anche inventando nuove iniziative dagli obiettivi sempre significativi e originali.

Riassumendo: alla base di tutto c’è un progetto televisivo internazionale, che ha coinvolto le emittenti pubbliche e private di 18 Paesi del mondo, ideato 15 anni fa dal gruppo degli Alunni di Treviso, di cui sono anima i fratelli Sergio e Francesco Manfio.Ciak Junior ha permesso a centinaia di ragazzi d’inventare copioni di film televisivi (oltre 200), di cui sono diventati sceneggiatori, registi e protagonisti, vivendo la soddisfazione di vederli infine trasmessi (in onda in Italia su Canale 5 ogni sabato alle 12 a partire dal 15 maggio).Ma Ciak Junior è anche un grande festival che si svolge a Treviso (dal 24 al 29 maggio) con la partecipazione di ragazzi di tutto il mondo e con iniziative sempre nuove, e anche un Progetto triennale sulla televisione, realizzato in collaborazione con l’Unesco e il Roste (Regional Office for Science in Europe), che prevede anche l’assegnazione del premio al miglior programma audiovisivo per l’educazione all’infanzia.

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