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Una nuova filosofia per aiutare i popoli del Terzo Mondo

In tempi in cui tutto pare ormai fondato sul denaro e sugli interessi personali del singolo, risuona, quasi come una nota fuori dal coro, il progetto ideato da Luca Iotti che diede vita, nel maggio 2000, ad un’Associazione Onlus, col nome di “Bambini nel deserto”. Fu durante un viaggio in pieno deserto, che Luca si accorse di come diverse fossero le istanze di quegli uomini, inghiottiti dalla sabbia, dalla stessa cui andavano incontro, scalzi, mal vestiti e mal nutriti.
Nasce così l’Associazione: donare capi di vestiario, calzature, materiale didattico e sanitario, attrezzature per l’agricoltura e quant’altro possa essere d’ausilio, è il suo fine, ma non sotto una forma di umiliante carità, piuttosto, utilizzando la stessa filosofia radicata e adottata da queste popolazioni: il “baratto”.
Un paio di scarpe a fronte di una manciata di datteri, un capo di abbigliamento contro una tazza di tè e, alla base di tutto, una calorosa stretta di mano.
Le spedizioni dal 2000 al 2004 sono quasi raddoppiate, ed hanno permesso, per citare qualche esempio, la costruzione di una scuola a Bassy e Zangà in Burkina Faso, di un’altra in Niger e la realizzazione del Progetto Saya, composto da scuola, infermeria, casa per i volontari, una cooperativa femminile ed un progetto agricolo. Inoltre, grazie ai suoi finanziatori l’Associazione ha concluso proprio in questi giorni 2 nuovi progetti consistenti nella costruzione di una serie di pozzi a Boumdeid in Mauritania, e l’acquisto del bestiame necessario per la produzione del latte a favore dell’Asilo di Ganda in Angola. Ci consola un po’ sapere che il cuore di molta gente non è stato del tutto annientato dallo squallido “tornacontismo” dei nostri giorni, ma che c’è ancora spazio per iniziative umanitarie nel rispetto della altrui dignità.

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