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Un nuovo LiveAid a New Orleans

Dimenticare Katrina. Questo lo stato d’animo con cui centinaia di migliaia di persone assisteranno al “Jazz and Heritage Festival”, uno sorta di LiveAid per New Orleans in programma a partire da venerdì con il bis già fissato per il primo fine settimana di maggio. Seicento musicisti, dodici palchi, tutti i generi musicali saranno rappresentati in questa straordinaria kermesse della musica e della solidarietà: rock, pop, blues, country, salsa e jazz. Artisti del calibro di Bruce Springsteen, George Coleman, Bob Dylan, Fats Domino, Paul Simon, Lionel Richie, Herbie Hancock, Jimmy Buffett, i Little Feat, la Dave Matthews Band, Angelique Kidjo e la Preservation Hall Jazz Bande, vera e propria bibbia vivente del jazz.
Una manifestazione per ricominciare a vivere, sostenuta da importanti sponsor che appoggeranno tutto il tour (10 gli appuntamenti in giro per il mondo), che farà tappa anche in Italia, più precisamente al Datchforum di Milano, il 12 maggio.
Naturalmente il pezzo forte del LiveAid sarà quando salirà sul palco il boss Bruce Sprinsteen che canterà “We shall overcome: The Seeger session” titolo scelto per un omaggio al glorioso Pete Seeger, 87 anni, principe indiscusso della musica di protesta.
Inutile negarlo, New Orleans, fino a pochi mesi fa città del divertimento e della spensieratezza, non ha ancora dimenticato quel tragico 23 agosto, i 1604 morti, i 705 uomini e donne tuttora dispersi, l’80 per cento degli abitanti, 1,3 milioni di persone costretti a un’emigrazione forzata a migliaia di chilometri di distanza, i danni e lo sciacallaggio costati 75 milioni di dollari, l’inefficienza e l’intempestività dei soccorsi. Nulla di questo potrà svanire nei ricordi degli abitanti e di tutta l’America. Tuttavia, inutile negarlo, il ritorno alla vita dopo il fango assassino passa anche da eventi come questi.

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