L’arrivo dei mille sui terreni confiscati alla mafia

Arriva il popolo dell’antimafia civile che quest’estate sarà impegnato nei nei campi della legalità, un vero e proprio volontariato all’insegna della lotta alle mafie sui terreni confiscati. Circa 1000 ragazzi provenienti da tutto il mondo, Giappone e America Latina compresi, tra i 18 e i 25 anni, che lavoreranno in cinque cooperative in altrettante regioni – Piemonte, Puglia, Calabria, Campania e Sicilia, per un totale di sette associazioni coinvolte (Libera, Legambiente, Arci, Agesci, Azione Cattolica, CNCA, Sci). Qualcuno lo chiama “turismo sociale”. Sta di fatto che da Corleone a Mesagne, da Gioia Tauro a Oppido Mamertina, da Castelvetrano a Torino i giovani sperimenteranno un modo diverso di fare le vacanze e si ritroveranno nell’estate 2006 a lavorare sui terreni confiscati ai boss della criminalità organizzata, un tempo simbolo di violenza e sopraffazione. L’associazione Libera, presieduta da don Luigi Ciotti, dichiara che: “L’obiettivo principale è diffondere una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico che possa efficacemente contrapporsi alla cultura del privilegio e del ricatto che contraddistingue i fenomeni mafiosi nel nostro Paese dimostrando che, anche in quei luoghi dove la mafia ha spadroneggiato, possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla legalità e sul rispetto della persona umana e dell’ambiente. Sui quei terreni ora lavorano cooperative agricole e sociali che hanno ridato vita e produttività a queste terre, riconquistato territori e risorse che con la violenza e l’arroganza erano state tolte alla collettività, riconsegnandole così alla società civile”. Oltre a lavorare nei terreni insieme agli operatori delle cooperative, l’esperienza del campo prevede anche sessioni di studio e informazione sulle tematiche della lotta antimafia. L’idea per continuare a incentivare queste iniziative è utilizzare anche alberghi e case per ferie sul litorale romano confiscati alle mafie, che potrebbero diventare ostelli e luoghi per promuovere, dunque, il turismo responsabile.

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