Più efficace la lotta contro le violenze sulle donne

Le donne non sono sole nella lotta alla violenza. Si rinnova il forte impegno dell’assemblea parlamentare del consiglio d’Europa nella lotta contro gli abusi. Ad ottobre, ad un anno dal lancio della campagna “Stop violenze domestiche sulle donne” l’organo composto dai capi di stato chiede ai parlamentari delle nazioni europee di intraprendere azioni mirate, attivare seminari e dunque rompere il silenzio. I diritti delle donne sono diritti umani – sottolinea con forza il Consiglio d’Europa; prioritaria dunque la necessità di bilanciare il potere nella società per ribadire che la violenza non è un problema privato.

Gli abusi contro le donne sono presenti in paesi ‘insospettabili’ come Francia e perfino Svezia. Le statistiche europee mostrano che il cancro, gli incidenti stradali o le guerre non sono la principale causa di morte femminile. E’ la violenza domestica che uccide di più le donne tra i 16 e i 44 anni. Per questo uscire dal silenzio è fondamentale.

L’iniziativa del Consiglio Europeo – inaugurata nel novembre 2006 che si concluderà nel 2008 – si propone di intervenire a tre livelli: internazionale, europeo e regionale tenendo alta l’attenzione sui temi della violenza, raccogliendo dati, creando statistiche, supportando e proteggendo le vittime degli abusi, ma soprattutto stimolando gli stati a creare efficaci strumenti legislativi e politici. L’impegno istituzionale contro la violenza è fortunatamente di vecchia data: già nel 1993 a Vienna si sono definiti i diritti delle donne come diritti fondamentali dell’umanità e nel 1995 la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite ha dichiarato la violenza sulle donne un problema sociale: rappresenta un ostacolo al conseguimento degli obiettivi di uguaglianza, sviluppo e pace e dunque di progresso dell’umanità.

Anche in Italia il governo ha raccolto l’invito e ha proposto un disegno di legge, in questi mesi in discussione al senato, per proteggere le donne dalla discriminazione, dalle violenze fisiche e psicologiche. Anche in questo testo l’educazione dei giovani alla tolleranza e al rispetto dell’altro è posta in primo piano insieme alla necessità di studiare il fenomeno anche nelle sue dinamiche sociali.

In sostanza la buona notizia è che gli strumenti per sconfiggere gli abusi sono sempre più efficaci e strutturati: “sono 89 gli stati che hanno adottato legislazioni contro la violenza domestica, quasi il doppio del 2003 quando erano solo 45 i paesi con leggi al riguardo. Inoltre, il Fondo ONU contro le violenze sulle donne dispone di 3,5 milioni di dollari, due volte la somma del 2005 e quattro volte quella del 2004” – ha dichiarato l’Unifem, il Fondo dell’ONU a favore delle donne. “Queste due tendenze positive non sono indipendenti” – ha dichiarato Noeleen Heyzer, direttrice esecutiva dell’Unifem “Ora la sfida più grande è sostenere gli Stati affinché adottino realmente queste leggi”.

Continua la fermezza e l’impegno delle istituzioni internazionali a vigilare sugli Stati e a tendere una mano a tutte le donne.

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