Torino, Modena, Roma e Ravenna le città amiche dei bambini

Secondo l’annuale rapporto “Ecosistema Bambino” presentato da Legambiente, Torino, pur avendo vinto il titolo di città dei piccoli, necessiterebbe dei servizi di Modena, Roma e Ravenna per essere davvero un paradiso del fanciullo. Fondendo le sigle delle diverse città, otteniamo ToMoRoRa: una città ideale dove gli efficienti uffici comunali di Torino – con i molti servizi rivolti ai ragazzi – si uniscono all’impegno di Ravenna per promuovere la sostenibilità tra i più giovani, alla variegata offerta culturale romana e all’impegno e alla continuità di Modena nel proporre progetti per i ragazzi. Maglia nera, invece per Novara che non ha fornito dati sufficienti alla valutazione e anche per Agrigento e Crotone che si piazzano ultime.

Ma non lasciatevi ingannare: quest’anno il divario tra nord e sud – per ciò che riguarda “le cose dei bambini” è solo apparente. Come fa sapere il rapporto, infatti, ad una minore efficienza nell’erogazione dei servizi al Sud corrisponde una maggiore a scelte più innovative e partecipative sul terreno delle relazioni tra bambini e città.

I parametri presi in esame dall’undicesimo rapporto sulle politiche a favore dei più piccoli, vanno dagli strumenti che le amministrazioni hanno realizzato per coinvolgere gli under 14 (come ad esempio consulte giovanili o consigli comunali dei ragazzi) all’ampiezza dell’offerta culturale (musei, biblioteche, ludoteche a misura di bambino).

Quanto siano importanti i bambini nella nostra società – da ciò che emerge dal rapporto – dovremmo chiedercelo più spesso e lavorare costantemente per offrire, tutto l’anno ascolto, spazi di gioco e città sicure. Lo ribadisce anche la convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, ratificata in Italia nel 1997 e divenuta effettiva con la legge n.176: il bambino ha diritto ad essere informato e ad esprimere le proprie opinioni. Oggi tv e giornali parlano di bambini quando i piccoli diventano vittime di fatti violenti, a scuola, in famiglia o per la strada. “Manca l’attenzione al ruolo attivo che i bambini possono esercitare nella societa’, alla loro capacità di essere i primi suggeritori nelle scelte a loro destinate – ha detto Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – occorre che le citta’ italiane, e i loro sindaci, siano protagoniste di una riscossa culturale che metta al centro le giovani generazioni, puntando su loro coinvolgimento e sulla loro partecipazione”.

Il decimo rapporto dell’associazione ambientalista ha voluto anche tirare le somme di dieci anni di indagine: fondamentale, per aggiudicarsi la palma doro dei bambini, la continuità delle politiche. Nell’ultimo decennio si sono distinte anche Cuneo e Verbania. I ragazzi verbanesi, infatti, oltre all’ufficio per l’infanzia dispongono di un consiglio comunale, di numerose iniziative e strumenti culturali ad hoc come la guida dei piccoli per conoscere la città.

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