Napoli risponde all'emergenza rifiuti

Negli ultimi mesi si è parlato molto di Napoli, la cui bellezza è purtroppo stata adombrata dalle molte polemiche per la pesante questione dei rifiuti. Eppure le numerose realtà associative presenti nella zona non si sono arrese e, seppur senza fare tanto clamore, hanno continuato a svolgere la loro missione per promuovere qualcosa di molto diverso dai sacchi della spazzatura abbandonati sulle strade.

Una di queste è la ONG Mani Tese, nata a Milano nel 1964 e attiva a Napoli da quattro anni, impegnata nelle problematiche di squilibrio tra i Paesi del Sud e del Nord del mondo. Organizzato dal gruppo Mani Tese, in questi giorni, a Napoli, ha preso il via il campo estivo “Chi ti indica i colori tra la spazzatura e i fiori”. Il campo rappresenta un’esperienza di vita comunitaria in cui poter sperimentare, attraverso il lavoro, nuovi stili di vita sostenibili basati sulla condivisione e sulla sobrietà. I campisti, infatti, utilizzano quanto viene offerto loro dalla gente del posto, consumano prodotti in esubero dei negozi della zona e dormono in una palestra messa a disposizione nell’area di Parco Ventaglieri.

I ragazzi del rione Sanità – che durante l’anno hanno partecipato al doposcuola “Sane Stelle” di Mani Tese Campania – hanno il compito di supportare i 25 volontari impegnati nel progetto, provenienti da tutta Italia, guidandoli per i vicoli di Napoli alla scoperta di un territorio troppo spesso rifiutato.

Una buona idea, che non va dunque ad impostare in un territorio delle scelte esterne, ma che diventa utile per favorire l’integrazione e la socialità tra i ragazzi, coinvolgendo attivamente gli abitanti del posto e rendendoli protagonisti dell’iniziativa. L’attività del gruppo consiste nel raccogliere, dopo aver fatto una campagna informativa porta a porta, del materiale usato di varia natura nella zona del centro storico e del rione Sanità.

Una raccolta che mira a far riflettere sugli stili di vita non sostenibili e sugli sprechi che spesso predominano nella nostra società, al fine di coinvolgere le persone, sperimentando nuove forme di partecipazione attiva, per spingere a guardarsi intorno e a non lasciarsi travolgere dalla logica dell’usa e getta ma, al contrario portarle verso logiche di riciclo e riuso.

Tutto il materiale raccolto viene rivenduto sotto la tenda del mercatino dell’usato, in piazzetta Nilo fino al 26 luglio e il ricavato andrà a sostegno del progetto Mani Tese, rivolto in particolare alle donne, per incentivare la politica economica del microcredito in Benin (Africa), con l’obiettivo di rendere economicamente attiva, attraverso la promozione di attività generatrici di reddito, la popolazione di Natitingou.

Ovviamente sono previsti anche tutta una serie di appuntamenti collaterali, come momenti di studio, per confrontarsi sulle dinamiche del degrado sociale della città di Napoli, ma anche eventi divertenti come concerti, sfilate di abiti usati e cineforum.

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