Sarkozy: a scuola la settimana diventa 'cortissima'

Nemmeno il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini è parsa contraria alla decisone del governo Sarkozy che, nei giorni scorsi, ha istituito la settimana “cortissima a scuola”. Non più solo il mercoledì, giorno libero in Francia da una tradizione che risale al 1882 (con la legge voluta da Jules Ferry, padre dell’insegnamento pubblico e laico e due volte Primo Ministro francese), ma i bambini francesi resteranno a casa anche il sabato. Sarkozy ha così motivato le scelte di governo: “si concederà maggior tempo ai bambini per giocare, rilassarsi e vivere di più l’ambiente familiare”. La settimana cortissima è infatti pensata in particolare per i bambini dai tre ai dieci anni, che passeranno tra i banchi di scuola solo quattro giorni a settimana.

Anche il ministro dell’Istruzione francese, Xavier Darcos, docente di lettere ed esperto di scienze umane, vede questa decisione come un modo per “far respirare la mente e liberare la creatività”. Una visione positiva secondo cui passare meno tempo a scuola, non significa studiare meno, ma apprendere meglio e senza stress.

Non mancano però, posizioni controverse, come quella di Hubert Montagner, ex direttore dell’istituto Inserm che la giudica una riforma classista perché capace di acuire, nel tempo, il divario tra famiglie ricche e povere”.

Ma Sarkozy ha una risposta pronta anche a questo. Le ore ridotte rispetto al vecchio orario scolastico, potranno essere meglio impiegate in corsi di recupero e sostegno, con particolare attenzione a discipline come francese e matematica dove gli studenti presentano gravi lacune.

Intanto la Gelmini, da buona allieva prima che maestra, ascolta e vaglia le idee. Non scarta la possibilità che anche nel Bel Paese, si possa introdurre la settimana corta, a patto di una più efficace ed efficiente riorganizzazione dei programmi e di una più corretta distribuzione delle materie scolastiche.

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