Acqua, diritto di accesso per tutti

Nei tre mesi della Expo di Saragozza dedicata all'”oro blu” si sono tenute 422 conferenze e si sono confrontati oltre 2000 tra esperti, politici e alcuni premi Nobel, per trovare una sintesi alla crisi delle risorse idriche. Il riassunto finale della Tribuna dell’Acqua, si concentra principalmente sull’affermazione del principio dell’acqua come bene fondamentale per la sopravvivenza dell’umanità. Riccardo Petrella, presidente del Contratto mondiale dell’acqua, sostiene che se non si stabilisce questo principio come diritto, la pressione degli investimenti spingerà fuori dal mercato una quota enorme della popolazione.

Il documento elaborato nella Carta di Saragozza propone linee di strategia volte a limitare la dispersione di acqua destinata all’irrigazione che assorbe 67% del fabbisogno idrico, e a integrare interventi pubblici e privati per la gestione di una risorsa la cui industria vale gia 300 miliardi di dollari. Emerge inoltre che, per sottrarre la risorsa a una logica monetaria resta indispensabile intrecciare l’innovazione tecnologica con i principi della bioclimatica
che per millenni hanno consentito la sopravvivenza sopratutto negli ambienti più aridi.

La Carta di Saragozza potrebbe essere definita la Kyoto dell’acqua, l’inizio di un percorso di civiltà globale che coinvlge principalmente i Paesi del Nord del mondo, dove si porducono maggiori sprechi.
Solo in Italia, si consumano 215 litri procapite al giorno, quando ne basterebbero 120.

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