Burundi: abolite pena di morte e tortura

Il Parlamento di Bujumbura con 90 voti a favore, 10 astenuti e nessuno contrario, ha approvato la nuova legge penale che prevede l’abolizione della pena di morte (trasformata in ergastolo), mette fine alla tortura e inserisce il reato di violenza sessuale con pena massima di 20 anni. Questo provvedimento assume una rilevanza storica per un Paese che si avvia a completare il lento processo di democratizzazione all’interno di un’area geografica difficile.

Secondo il Rapporto sulla pena di morte nel mondo 2008 stilato dall’Associazione “Nessuno tocchi Caino”, diminuisce il numero degli Stati che adottano la pena capitale: 49 nel 2007contro i 54 nel 2005.
Resta alto il numero di esecuzioni, nel 2007 sono state stimate in circa 6000, con un trend in salita rispetto agli anni precedenti.

La coraggiosa riforma intrapresa dal Burundi, rappresenta un risultato incoraggiante che fa sperare in un graduale effetto domino rispetto ai Paesi che adottano ancora la pena di morte; la stessa modifica è riconducibile anche agli effetti della Moratoria universale delle esecuzioni capitali, approvata dall’Assemblea generale dell’ONU nel 2007 sotto la vigorosa azione del Governo italiano.

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