Tour de France 1903: la nascita della Grande Boucle

Il Tour de France, la piu’ celebre corsa ciclistica a tappe, deve la sua origine alla concorrenza tra due quotidiani sportivi: “L’Auto-Vèlo” e “Le Vèlo”, in particolare tra i due direttori, Henri Desgrange e Pierre Giffard. La sera del 20 novembre 1902, Desgrange disse ai suoi collaboratori, che bisognava trovare una idea per aumentare le vendite del giornale, attestate a meno della meta’ di quelle del concorrente. In contrapposizione a “Le Vèlo”, che aveva inventato la Parigi-Roubaix, sarebbe stato necessario per “L’Auto Vèlo” promuovere una grande e innovativa manifestazione ciclistica che attirasse l’attenzione dei lettori. Non sembrava semplice: erano gia’ state realizzate varie corse al limite della resistenza. A trovare la formula magica fu “Gèo” Lefèvre: organizzare una corsa a tappe che attraversasse la Francia, portando i ciclisti in luoghi fino ad allora fuori dai circuiti agonistici. Si sarebbe chiamato – aggiunse -, semplicemente Tour de France. Era soltanto una idea, ma sollecito’ l’interesse di Desgrande, il quale si mise subito all’opera per realizzarla. I ciclisti furono incoraggiati a iscriversi, animati dalla novita’, dai premi, e dai regolamenti. Tra essi vi erano atleti di ogni genere: ciclisti di esperienza e personaggi in apparenza folkloristici. Il libro ricostruisce con precisione le fasi che caratterizzano la invenzione della Grande Boucle, il contesto storico, sociale, agonistico di quel periodo a cavallo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. La cronaca delle sei tappe permette al lettore di viaggiare in un tempo in cui il ciclismo, prima che sport, era avventura di individui animati dalla voglia di fare quello che altri non avrebbero mai potuto, di arrivare in luoghi prima inesplorati, utilizzando un mezzo di trasporto che aveva gia’ avuto molte innovazioni negli anni precedenti, e che sara’ ancora di piu’ sviluppato dopo quella prima memorabile corsa attraverso la Francia. La ricerca storica di Paolo Facchinetti, giornalista, gia’ direttore del “Guerin Sportivo” e scrittore di vari testi sul ciclismo, e’ completata da una documentazione molto utile agli operatori: la lista degli iscritti al Tour 1903, le classifiche delle singole tappe e quella generale aggiornata, i vincitori della ambitissima maglia a pois per il miglior scalatore (che esiste dal 1933, quella gialla invece dal 1919), le tappe vinte dagli italiani (la prima, la Caen-Parigi, nel 1910, da Ernesto Azzini), piu’ – per i cicloturisti – una guida alle sei tappe della prima edizione: per chi volesse provare a ripercorrerle.

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