Niente cucchiaio. Con Totti e un rigore voliamo ai quarti

Sembra un sogno, e molti hanno creduto davvero che lo fosse, quando ieri, 26 giugno abbiamo “saltato” i canguri australiani con un rigore concessoci al 93°. L’importante è che l’Italia c’è, e si prepara ora ad affrontare l’Ucraina di Sheva, per poi, chi può saperlo, scontrarsi con la vincente tra Germania e Argentina per conquistare la semifinale.
Giustizia è fatta insomma, anche se un pizzico di fortuna c’è stata, abbiamo sconfitto Hiddink, reo ancora di quella partita con la Corea, dove proprio la fortuna, e le ire di Moreno, ci avevano fatto tornare a casa, ancora troppo presto.
E’ pure vero che la partita era da chiudere già nel primo tempo, dove non abbiamo concesso nulla ai nostri avversari, ma dove non siamo riusciti a concludere nessuna delle palle gol, che un Tony ancora troppo sfortunato non vuol proprio a far entrare.
Ci pensa l’arbitro a movimentare il mach, con l’espulsione di Materazzi al ‘6 minuto della ripresa, per un fallo che, a detta ormai del mondo intero, non era da espulsione. Lippi non si sbilancia anche se in conferenza stampa si appoggia a critici e giornalisti che assicurano: “Non era da rosso”.
Sono molti purtroppo però a non brillare durante il match, partendo da un Del Piero stanco e poco lucido sulle palle, a un Pirlo un po’ in ombra, fino a quelle due punte, Tony e Giardino, che il gol non sembrano trovarlo davvero più.
Il tempo scorre mentre fioccano le sostituzioni, con Iaquinta, Totti e Barzagli. Pippo non c’è: fa per scaldarsi ma poi si risiede.
E’ Grosso, già nuovo acquisto dell’Inter, a trovare il rigore.
L’unica cosa che ci si può chiedere ora è: “cosa mai avrà pensato er pupone in quei brevi secondi, solo con il dischetto e la porta avversaria?”.
Non lo sappiamo, ma il gol è stato splendido, perfetto e di fronte a una buona notizia così, l’Italia esplode di gioia.

Lascia un commento