Sentenze calcio: giustizia è fatta, o quasi

A poco meno di una settimana dalla vittoria dell’Italia ai campionati del mondo si conclude, almeno per ora, il lungo processo “calcio” seguito allo scandalo che negli ultimi mesi aveva tenuto con il fiato sospeso, tifosi, dirigenti e squadre, giocatori compresi. Oltre due ore di ritardo per l’emissione della sentenza, comunicata venerdi 14 luglio, intorno alle 21.00, che si conclude con una pena dura e impietosa al club torinese, ora in B con 30 punti di penalità. Poteva andare peggio, e finire direttamente in C, ma probabilmente due anni di serie B, calcolando i 30 punti di svantaggio assegnati, saranno senz’altro un buon modo per riflettere sull’onestà delle procedure legate al campionato Italiano, dove forse ormai nessuno rimane davvero pulito.
Fiorentina a Lazio seguono la Juve nel settore secondario anche se i punti di penalità si riducono rispettivamente a 12 e 7, mentre il Milan tira un sospiro di sollievo e rimane in A con 15 punti in meno per il prossimo campionato, tutto sommato non impossibili da recuperare ma che la lasciano ai margini delle coppe europee, ormai già perse.
Possibilità di ricorso? Effettivamente sì, anche se il processo dovrà comunque concludersi entro il 27 luglio, limite ultimo fissato dalla Uefa per la chiusura di calciopoli.
Puniti anche i singoli grandi protagonisti dello scandalo calcio, Luciano Moggi e Antonio Giraudo, che hanno ricevuto una pena pari a cinque anni di inibizione e una proposta di radiazione definitiva e, arbitri, guardalinee e presidenti, da De Santis con 4 anni e sei mesi di inibizione, Dondarini con 3 e Paparesta con solo 3 mesi e, i vari presidenti che si sono visti infliggere pene dai 2 ai 5 anni di inibizione.
Insomma la giustizia ha vinto, per ora, visto che i ricorsi si avvicinano, facendoci ben sperare che nessuno alla fine rimarrà impunito di fronte a uno scandalo di tali dimensioni.

Lascia un commento