L'Italia del rugby è pronta

Nel 1871 si giocò la prima partita internazionale di rugby, Inghilterra e Scozia naturalmente le due promotrici dello storico evento. In breve anche Galles e Irlanda presero parte agli incontri fino ad arrivare al 1910, anno nel quale venne invitata la nazionale transalpina, si costituì così il primo vero torneo internazionale di rugby che tutti conosciamo con il nome di “Cinque Nazioni”.

Con il nuovo millennio nasce il “Sei Nazioni”, infatti è proprio dal 2000 che l’Italia del rugby viene a far parte dell’elite continentale.

In questi ultimi anni la nazionale italiana è riuscita ad appassionare un numero sempre maggiore di persone, il pallone ovale ha finalmente trovato un posto fisso nei palinsesti televisivi e nelle pagine dei maggiori quotidiani.
La nostra Federazione è maturata, siamo infatti arrivati alla nona partecipazione ed abbiamo imparato tanto, lezioni di gioco e di organizzazione da chi storicamente è sempre stato più avanti di noi, hanno cambiato il modo di fare rugby nel nostro Paese.

Oggi abbiamo delle strutture all’altezza, sono praticamente completati i lavori allo stadio Flaminio in Roma, presso il quale entro pochi mesi saranno terminati anche i nuovi uffici della FIR (Federazione Italiana Rugby). I 30mila posti a sedere saranno tutti occupati per le gare contro Inghilterra e Scozia, sono stati infatti venduti in poche ore i biglietti disponibili.

L’entusiasmo non ci manca, ma ora dobbiamo partire bene perché il debutto a Dublino sabato 2 febbraio contro l’Irlanda potrà dare a tutto l’ambiente un’ulteriore iniezione di fiducia.

Il sudafricano Nick Mallett è il nuovo C.T. azzurro, 2 lauree, 3 lingue parlate perfettamente ma soprattutto una grande esperienza, da sempre nel mondo del rugby prima come giocatore e dopo come allenatore.

La sua professionalità, la passione e l’impegno profuso in questi mesi ha contagiato tutti e poco importa se all’attivo abbiamo solo 5 vittorie e 1 pareggio contro ben 34 sconfitte.

Il rugby per chi lo conosce da sempre è qualche cosa di più, è un modo di vivere, è una filosofia che si basa sulla lealtà e la sportività, e allora sintonizziamo i nostri televisori perché si parte, dal Croke Park di Dublino inizia un’altra grande avventura per i colori italiani.

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