Squalifica a vita per i calciatori violenti

Si torna a parlare di sport e violenza. Fenomeno vasto che non conosce limiti territoriali e sempre più ricorrente negli stadi e nei palazzetti sportivi. I fatti di cronaca degli ultimi mesi palesano che la violenza nei campi sportivi rappresenta un’emergenza sotto il punto di vista sociologico, criminologico e politico. Gli impianti sportivi sono ormai diventati terreno di atti di violenza gratuita, fisica o psicologica da parte di gruppi di persone che in nome del senso di forza e di dominio compiono atti incivili con la possibilità che, tra la altro, si provochino reazioni a catena di rapidissima evoluzione difficilmente controllabili e gestibili da parte degli agenti di sicurezza che vigilano all’interno e fuori dagli stadi, o nei casi peggiori estendibili a questi ultimi.

Questa volta non si parla dei tifosi. A puntare il dito contro gli stessi giocatori, coloro che possono dare un esempio, negativo o positivo a chi li osserva è la Fifa che senza mezze misure dice “no” ai giocatori violenti. Nel calcio come nel paese mancano spesso regole e valori condivisi, dice Joseph Blatter presidente della Fifa, in un’intervista rilasciata al quotidiano inglese “The Times” alla vigilia dell’incontro dell’International Board che si terrà questo weekend a Gleneagles, e per questo si è detto a favore dell’espulsione definitiva e della condanna di chi, nel mondo sportivo, compie falli e commette azioni pericolose, dando un cattivo esempio dello sport e dei valori che ci stanno dietro.

Questi i punti che porterà alla riunione dell’international Board, l’organismo che definisce le regole del calcio. Il rimprovero avanzato da Blatter non riguarda solo i falli alle spalle, ma tutti quelli violenti in generale, visto che giocatori ormai continuano ad attaccarsi anche faccia a faccia. Il suo pensiero va immediatamente all’attaccante dell’Arsenal, Eduardo De Silva, che ha dovuto abbandonare il campo di gioco a causa di un violento scontro con Martin Taylor del Birmingham, e rischia di non poter più giocare. “Sono necessari provvedimenti fortemente repressivi, nei confronti chi li commette, ma è opportuno istruire anche arbitri affinché siano i più duri possibile con chi commette infrazioni violente e soprattutto servirebbe anche controllare l’operato degli allenatori. Maggiore severità su tutti i fronti, insomma per Blatter una supervisione di ciò che avviene dietro, dentro, e fuori dai campi da calcio è divenuto indispensabile per tener testa e sopprimere un football che diviene sempre più aggressivo.

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