Pallavolo: la nazionale di Anastasi alla prova World League

La nazionale durante le olimpiadi del 2008

 

Andrea Anastasi, il coach della nazionale azzurra di pallavolo maschile, sarà un po’ più tranquillo dopo la partita dei suoi ragazzi contro la Polonia. Un 3-0 autoritario, soprattutto dal punto di vista della personalità.

E la personalità forse era (ed è) l’aspetto che più lo preoccupa. Anastasi infatti, ha preso pochi mesi fa una decisione difficile: rinnovare e ringiovanire una delle squadre più forti del mondo. Non era una decisione facile, certo, ma del resto i risultati degli ultimi anni non erano stati all’altezza della fama di una formazione che negli ultimi venti anni ha vinto tre campionati mondiali, sei europei e otto world league.

Proprio per riprendere a vincere Anastasi era stato richiamato nel 2007, dopo che alla guida della Spagna si era aggiudicato gli europei di quell’anno.

Non solo. C’era anche da considerare che la nazionale italiana è attesa da due anni particolarmente intensi: world league e campionati europei nel 2009, addirittura i campionati mondiali da disputare in casa nel 2010. Ecco che l’idea di cercare di formare un nuovo gruppo vincente ha preso la meglio, e al primo raduno del nuovo allenatore si sono viste otto facce nuove rispetto alle dodici che avevano indossato la maglia azzurra alle olimpiadi di Pechino nel 2006. L’esperienza e la personalità, però, non si comprano al mercato, e per questo la vittoria con la Polonia deve aver fatto particolarmente piacere al nostro coach.

Conclusa la fase di preparazione, ora si inizia a fare sul serio. Si comincia il 12 giugno a Verona, dove gli azzurri affronteranno la Cina nel primo appuntamento della world league 2009, competizione che andrà avanti almeno fino al 18 luglio, e se i nostri approderanno (speriamo) alla final six ci sarà da impegnarsi fino a fine luglio. A settembre invece sono in calendario i campionati europei, che quest’anno si disputeranno in Turchia, dove la nostra nazionale è capitata in un girone per niente abbordabile, insieme a Serbia, Bulgaria e Repubblica Ceca.

Vedremo cosa sapranno fare i “nuovi” azzurri alla prova dei fatti. Nel frattempo, in bocca al lupo.

 

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