Da odontoiatra a rifugiata. La storia di Safia

I centri di accoglienza per i rifugiati funzionano? Ce lo racconta Safia: una storia ordinaria fatta di straordinaria umanità

“Mi chiamo Safia ho 28 anni, provengo dallo Yemen, lì conducevo la vita a cui ogni professionista aspira. Avevo concluso la scuola di odontoiatria e poi aperto uno studio privato, avevo acquistato un’auto, e nel weekend svolgevo volontariato presso una comunità di rifugiati e migranti, provenienti da Etiopia e Somalia. Insieme ai miei amici ho fatto volontariato per otto anni. Aiutavamo tutti, senza distinzione: un’esperienza trasformante.

Ero giovane e indipendente, vivevo la mia vita. Mai avrei immaginato che un giorno sarei diventata io stessa una rifugiata. Nel giro di pochi mesi, quella vita che avevo costruito con tanta fatica, è stata sconvolta dalle incursioni dei ribelli che hanno preso il controllo della mia città, Sana’a. Per questo sono stata costretta a fuggire, insieme a mia sorella. Non avevo scelta, non potevo rimanere”.

E’ così che Safia inizia a raccontare la sua storia, fino ad arrivare in uno dei centri di accoglienza in Italia dove, come ci racconta lei stessa, le cose funzionano. E da lì la sua vita è ripartita, con un bagaglio nuovo fatto di sogni e speranze…

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