L'Adriatica salpa l'ancora

Come sta scritto in un divertente libro dedicato alla vela: gli alpinisti si arrampicano, i centometristi corrono, i ciclisti pedalano e i velisti?… i velisti stanno seduti, mangiano, bevono, fumano, e parlano, parlano, parlano. Sarà così anche per Patrizio e Syusy? Certo che in nove mesi di tempo per parlare, fumare, bere e mangiare ce n’è in abbondanza. A meno che… a meno che il mare non faccia le bizze. Di bevute e chiacchierate i due velisti per caso ne faranno senz’altro. Ma a loro toccherà anche lavorare. Su una barca nessuno può permettersi di stare con le mani in mano. Casualità a parte. E siccome da qualche parte bisogna pur cominciare – da un porto o da una landa di mare, o dalle vele che vengono issate – allora ecco che l’avventura comincia. 4 febbraio 2002: partenza. Il giro del mondo sull’Adriatica, un ventidue metri a bordo del quale ci sono tre skipper, ma anche tecnici di riprese e montaggio assieme a tutto il materiale necessario per fare di quest’avventura anche un’avventura televisiva: una cabina di regia in piena regola, nove telecamere tra fisse e mobili, due parabole satellitari e tutto quello che può servire a trasmettere quotidianamente.La prima puntata è dedicata all’antefatto. Cosa ha spinto i due turisti per caso a immaginare un giro in barca non proprio dei più brevi? A chi è venuta la stramba idea? E poi, anche ad averla avuta un’idea così, la difficoltà stava nel reperire da qualche parte una barca adatta e “disponibile”. L’Adriatica è la copia in acciaio della più famosa Durlindana, disegnata dallo studio Sciomachen. Il design è stato modificato appositamente per venire incontro alle esigenze di Patrizio Roversi e Syusy Blady. Lo scafo è stato poi completato dal Cantiere Bugari, di Fano.

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