Lombardia low cost e tutta da scoprire

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Sono ormai tantissime le strutture ricettive low cost inaugurate dalla Direzione Sport e Giovani della Regione Lombardia per promuovere la diffusione dell’ecoturismo e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e artistico del territorio lombardo.

Se viaggiare in Italia è tradizionalmente ritenuto costoso dagli stessi Italiani, in Lombardia esistono itinerari che meritano più che un occhio di riguardo. Sul territorio lombardo, in particolar modo nelle province di Pavia, Mantova, Como e Milano, sono spuntati come funghi gli ostelli: strutture che rappresentano tradizionalmente un punto di forza del turismo d’oltralpe e di cui l’Italia è stata fino ad oggi piuttosto carente. Con qualche eccezione, frutto dell’iniziativa di privati: vi ricordiamo – per esempio – la bella storia di Aslì e del Gogol Ostello di Milano.

Al di là delle iniziative private, l’apertura di nuovi ostelli promossa dalla Regione Lombardia si è fortemente intensificata negli ultimi anni e oggi arricchisce il settore del turismo di un ulteriore e potenziale canale di sviluppo, con – in più – un importante valore aggiunto, anzi, due: l’attenzione alle famiglie (le nuove strutture non sono infatti solo “Ostelli della Gioventù”) e la parallela promozione di percorsi e itinerari tutt’altro che scontati alla scoperta delle bellezze di una Lombardia inedita.

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Gli itinerari proposti (elaborati con il supporto del Touring Club) sono di vario tipo: goderecci e spirituali. Ce n’è davvero per tutti i gusti. L’interesse sempre più diffuso per il turismo enogastronomico trova ampio riscontro in una fitta rete di percorsi: in tutto 12 sentieri “dei vini e dei sapori” (supportati da circa 36 ostelli dotati anche di numerose camere doppie con bagno privato, cucina e spazi comuni con rete WiFi e ) che si snodano attraverso le campagne dell’oltrepò pavese, del mantovano e del lodigiano.

C’è poi anche un secondo ordine di percorsi, che esprime l’attenzione per un turismo alternativo meno scontato ma altrettanto diffuso: il “pellegrinaggio”, che in Spagna (lungo il cammino di Santiago de Compostela) raccoglie ogni anno migliaia di viaggiatori e che in Lombardia trova possibilità di sviluppo lungo la Via Francigena e attraverso il Cammino di Sant’Agostino. Se il Cammino di Sant’Agostino si sviluppa nel limite delle province di Milano, Monza e Pavia, la Via Francigena lombarda  (parte di un antico itinerario medioevale che percorrevano i pellegrini diretti a Santiago, Roma e Gerusalemme), copre un’area di circa 140 chilometri.

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La Via Francigena lombarda sbocca nella provincia di Pavia direttamente dal Vercellese e si snoda attraverso borghi in cui il retaggio medioevale risulta ancora vivo ed evidente: Palestro (con la romanica chiesa di Sant’Agostino), il castello e la tradizione ancora viva della Festa di Pentecoste, nel corso della quale pane e minestra vengono benedetti e offerti al popolo; seguono Robbio e Mortara, con la vicina abbazia di Sant’Albino (ricostruita secondo la leggenda da Carlomagno per dedicare un mausoleo ai Franchi morti nella battaglia di Pulchra Silvia). Il percorso prosegue poi attraverso le risaie e la fertile campagna della Lomellina: passa per Lomello e Garlasco e arriva a Pavia  e Belgioioso. Storia, arte e natura si intrecciano lungo i sentieri alternativi di un territorio che non è solo industria e produttività.

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